Roma – Interessi usuranti, donna nei guai per un contratto di finanziamento

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Una storia assurda che vede come protagonista  una donna disperata a seguito di un contratto di finanziamento stipulato con una nota finanziaria della capitale. La signora  in preda a un forte stato di sconforto, si ritrova impelagata fino al collo e soffocata dalle richieste economiche da parte della società stessa.

La signora dopo aver sottoscritto un contratto di finanziamento, comprensivo di  tre carte di credito revolving , si ritrova in grandi guai economici. La donna aveva richiesto il finanziamento per estinguerne un altro, ma nel corso del contratto, asfissiata dalle richieste economiche della finanziaria, sottopone la documentazione all’ esame dello Studio Legale Fierimonte & Formiconi,  per  fare luce sulla natura degli importi richiesti. Gli avvocati  dapprima hanno formulato per la cliente una comunicazione di recesso formale dal contratto, poi tramite  un consulente contabile hanno provveduto alla ricostruzione del rapporto di credito, tutto ciò per individuare se la condotta tenuta dall’istituto di credito fosse corretta. La scoperta è stata sconcertante, infatti è stata rilevata un’applicazione della capitalizzazione degli interessi, ossia venivano applicati interessi sugli interessi, oltre all’integrazione del reato di usura a seguito dell’applicazione di interesse superiore di molto rispetto al tasso soglia stabilito trimestralmente dal Ministero dell’Economia. La condotta della società finanziaria ha costretto  la signora a recedere dal contratto e a procedere con atto di citazione nei confronti della stessa. L’applicazione di interessi anatocistici (illecita capitalizzazione degli interessi), interessi di mora sull’intero debito residuo, sono reati di usura ai sensi dell’art 644 c.p. L’avv. Emanuele Fierimonte dichiara:  “E’ incredibile come queste condotte siano diventate una pessima abitudine nell’ambiente degli istituti di credito. L’anatocismo e l’usura bancaria costituiscono il male odierno del consumatore, purtroppo non è la prima né l’ultima volta che un istituto operante nel mercato del credito adotta condotte illecite. Attualmente pende una causa anche per il risarcimento dei danni.” Anna Ammanniti (foto presa dal web)    
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