Arpino – La devozione arpinate per la Madonna di Loreto

Irene Mizzoni
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La devozione arpinate per la Madonna di Loreto, gli aneddoti legati alla fede per la stessa, le origini del culto nella città di Cicerone, il tutto proiettato sui confini territoriali della Provincia di Frosinone. E’ stato un pomeriggio intenso, tra suggestioni e ricordi, quello di sabato presso l’Archicenobio benedettino, aperto appositamente per l’appuntamento con la rassegna letteraria ‘Parola d’Autore’ nell’ambito della quale è stato presentato il volume ‘Culto dei Santi Patroni della Provincia di Frosinone’ di Maurizio Lozzi, pubblicato da Massimiliano Mancini Editore.

L’evento, ideato dal Comune di Arpino, settore Cultura e Pubblica istruzione, è stato organizzato in collaborazione con l’Archeoclub Sez. di Arpino, la Pro Loco, il Circolo della Stampa di Frosinone e Conscom. A coordinare i lavori è stato il presidente della Pro Loco Luciano Rea che, dopo i saluti della Madre Badessa e del sindaco Renato Rea, ha dato la parola al consigliere Rachele Martino che ha introdotto l’argomento addentrandosi nel culto arpinate della Madonna, sulla corona di 12 stelle e soffermandosi sulle origini della bandiera europea nel giorno del 60° anniversario dei Trattati di Roma. Interessantissimo l’intervento di Saverio Zarrelli che, per l’Archeoclub, ha illustrato diversi aneddoti, in particolare le vicende intorno al culto della Vergine come protettrice di Arpino. Sempre molto intenso e profondo l’intervento dell’editore Massimiliano Mancini, già ospite in altre occasioni della città di Cicerone per la quale ha speso parole di stima. Il pomeriggio si è concluso con l’intervento dell’autore Maurizio Lozzi che ha spiegato il perché di un testo scritto in tre lingue (italiano, inglese e francese) e che analizza simboli, tradizioni e religione popolare. Dal punto di vista del sociologo, Lozzi ha illustrato questo itinerario di fede che ha messo a confronto appunto la tradizione religiosa con religione popolare, un processo culturale che tutti dobbiamo conoscere e che deve necessariamente raggiungere anche le generazioni ciociare residenti all’estero.
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