EDITORIALE – Sora, la Paolacci… “spazza” tutto e tutti

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) A nove mesi esatti dal proprio insediamento, l’amministrazione De Donatis, martedì 21 marzo, ha pubblicato (finalmente!!!) la delibera di “Assegnazione del personale ai Settori dell’Ente”. Dimenticato completamente il “Noi siamo pronti!”, urlato a squarciagola in campagna elettorale, il gruppo di Governo sicuramente pronto ancora non è.

Dopo una lunghissima “gravidanza” ed un “parto” senza fine, con la redazione di tale atto di giunta gli esponenti della maggioranza (ma le voci dicono che ha deciso tutto l’assessore al Bilancio Paolacci e la sua “delfina”, che da oramai 9 mesi è la sola regina incontrastata del palazzo!) dimostrano di essere completamente inconsapevoli dell’operato e dei procedimenti dei diversi servizi dell’ente. Tutti i settori comunali appaiono nettamente sotto dimensionati rispetto alle competenze assegnate. Tutti tranne (guarda un po’!!!) il Settore Finanziario che, avendo fatto man bassa di risorse, sarebbe l’unico a dover eccellere e brillare di luce propria in questa amministrazione. Nessuno si cura del malcontento che tale riorganizzazione ha generato nei vari uffici, a fronte della consapevolezza dei dipendenti di non riuscire ad assicurare i risultati per carenza di personale e di competenze. Nessuno capisce che così proprio non può funzionare. È certo che se l’obiettivo di questa amministrazione fosse stato distruggere la macchina amministrativa ed inchiodare completamente il comune nella più totale inefficienza, difficilmente si sarebbe riusciti a centrare l’obiettivo in modo migliore di come è stato fatto. E mentre gli uffici vanno a rotoli, a causa di un’organizzazione insostenibile, e con essi precipita conseguentemente tutta la città, le voci di palazzo dicono che unica preoccupazione dell’assessore al bilancio Paolacci è stata quella di organizzare la festa a sorpresa per i 50 anni del sindaco De Donatis. Il tutto rigorosamente fuori Sora perché, se da una parte è vero che si costituisce l’Ufficio Speciale di Riscossione Tributi per far pagare a tutti fino all’ultimo euro dovuto, dall’altra ci si impegna al massimo per portare lavoro e guadagno lontano dalla città. Alla festa (un mega flop a causa dei degli assenti: Caschera, Lecce, Castagna e Di Ruscio, oramai intolleranti alla Paolacci-WonderWoman, che tutto sa, tutto decide, tutto vuole, tutto comanda!) è seguita un’intervista di De Donatis sul noto e apprezzato settimanale “Qui Sette”. Il ritratto “a Santo” che si cuce addosso il primo cittadino, il tono e le foto che lo ritraggono, ma sopratutto l’auto celebrazione che si evidenza palesemente, chissà che effetto avranno sulla popolazione di Sora, che si aspettava decisamente molto di più da un’amministrazione che si era tanto spesa in campagna elettorale, e che appare lontanissima dal realizzare il proprio progetto, se di progetto già allora si poteva parlare. C’è da restare attoniti dalla capacità di De Donatis di far apparire ciò che non è, di comunicare il nulla facendolo apparire il tutto, di avere l’arroganza di continuare a gettare ancora fumo negli occhi delle persone senza aver prodotto qualcosa di concreto. La tecnica è sempre la stessa del periodo elettorale, ma oggi c’è il riscontro dei fatti, all’auto proclamazione di una piattaforma civica già pronta si contrappone un acquario su una pedana che dopo nove mesi ancora non è partito. Non possiamo non dare voce agli amici veri e di vecchia data del compianto Sindaco Cesidio Casinelli. A loro resterebbe l’amaro in bocca nel sentire strumentalizzare il nome di un uomo di grande capacità, intelligenza, dignità, onestà e coerenza. Chi lo conosceva bene si dice certo che mai Casinelli avrebbe condiviso le scelte e l’attuale modo di comportarsi di De Donatis e della Paolacci. Alto e decisamente differente il suo livello, fatto di grandissima coerenza ed infinita integrità, non lo avrebbe mai portato a condividere e supportare lo scempio che quelli che si definiscono “suoi delfini” sono stati capace di fare. Avvolta in una nebbia senza fine, Sora, attonita e stordita, continua terribilmente a soffrire. Alessandro Andrelli
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