Disabile, sopravvissuta ad un tumore che l’ha costretta a lunghe e dolore cure, da mesi combatte contro una presunta forma di discriminazione. Il Comune di Castrocielo, ente per il quale Antonella De Marco, 41 anni, è dipendente da oltre quindici anni, non riuscendo a trovare una collocazione adatta alla donna che, come sentenziato da una Commissione Medica, non può svolgere tutte le mansioni previste dal contratto, ha pensato di ‘parcheggiarla’ in un magazzino degli attrezzi quando piove e in compagnia dei topi (come attestano le foto), a sorvegliare badili e tute e nel gabbiotto adiacente al cimitero quando il tempo è clemente.

Due luoghi malsani che certo non giovano ad un fisico già fortemente minato da diverse traversie. A rendere nota questa storia, che ha dell’assurdo, è stata l’ANDI, l’associazione nazionale disabili italiani alla quale la donna, sposata e madre di due bambini, si è rivolta. La stessa associazione si è fatta promotrice di un’interpellanza regionale attraverso l’assessore con delega alle politiche sociali.
“Non pretendo certo di lavorare in un ufficio di lusso – spiega Antonella De Marco tutelata dagli avvocati Sandro Salera e Cloudine Pacitti – il mio contratto è chiaro. Sono stata assunta come ‘operatore ai servizi di supporto’, una sorta di tutto fare.

Quindici anni fa ero in buona salute e non mi sono mai lamentata di nulla, anche delle incombenze più gravose. Oggi la mia situazione è diversa: sono malata e non lo dico io purtroppo ma la realtà. Il Sindaco Materiale sembra non capire e questo è mortificante”. Dal Comune rispondono picche. Non c’è un posto adatto alla donna e anzi lo stesso primo cittadino ha rafforzato i controlli a suo carico. “Quando ho il compito di spazzare le strade – conclude la De Marco – mi affatico talmente tanto che sono costretta ad appoggiarmi alle panchine. Ecco per questo gesto ho ricevuto due richiami scritti”.
@nicoletti