Sciopero dei lavoratori di Poste Italiane contro la privatizzazione.
I lavoratori applicati agli sportelli degli uffici postali della provincia di Frosinone hanno messo in essere, come in tutta italia, lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dal 13 marzo al 12 aprile 2017. Lo sciopero scaturisce dalla mancanza di risposte da parte di Poste in merito alla carenza di personale, continue pressioni sui lavoratori delle sale consulenze, una formazione vera per i lavoratori, la chiusura di uffici postali dei piccoli comuni e contro la privatizzazione di Poste Italiane. Il segretario generale SLP Cisl Frosinone Mario Fiscariello, ritiene opportuno che in questo preciso momento, oltre al coinvolgimento dei lavoratori postali, anche le istituzioni locali devono far sentire la loro voce contro la privatizzazione di un ulteriore 30% di Poste Italiane. Quindi, Comuni, Comunità montane, Provincia, Regione, devono alzare la voce e farsi sentire, producendo anche documenti da inviare agli organismi governativi di riferimento e all’AD di Poste Italiane. Bisogna far conoscere la contrarietà ad una privatizzazione che porterebbe allo smantellamento di quel ruolo sociale che Poste Italiane garantisce in ogni angolo del territorio nazionale. La presa di posizione delle amministrazioni locali in questo momento rivestirebbe un valore importante in quanto in parlamento si discute in questi giorni sulla privatizzazione di Poste Italiane, l’azienda paese, la più grande azienda di servizi italiana. “A rischio la funzione sociale di poste, il suo presidio in ogni dove, anche nei centri più periferici e marginali del paese, dove l’azienda è ancora percepita come un presidio istituzionale, un grande asset infrastrutturale al servizio della collettività e del tessuto imprenditoriale della nostra economia. Tutto questo è a rischio, unitamente alla garanzia dello stato sui prodotti finanziari che sino ad oggi, pur con redimenti minimi, ha sempre protetto i risparmi degli italiani. Vogliono trasformare Poste Italiane in una vera e propria banca, con l’introduzione di quelle dinamiche di rischio speculazione che tanti danni hanno prodotto alle economie di imprese e di interi nuclei familiari. Il processo di completa finanziarizzazione sta sottraendo risorse ed attenzioni al recapito, è a rischio l’intera tenuta del settore. Oramai l’azienda postale non mostra più alcun interesse sul servizio universale che è obbligata ancora a garantire attraverso i propri centri di recapito, sia per le sovvenzioni che riceve dallo stato, sia in ossequio all’osservanza di un diritto di cittadinanza ancora in essere in favore dell’intera collettività. Il paese sta perdendo un pezzo importante del suo patrimonio, per pochi danari, per un ennesimo regalo offerto alle solite oligarchie economiche e finanziarie. Se la completa privatizzazione andrà a buon fine, l’intero paese perderà, l’intero paese sarà ancora più povero” – dichiara Mario Fiscariello.
