La Giunta comunale ha approvato lo scorso 3 marzo un progetto per l’istituzione di un servizio di consulenza per la “fertilizzazione” imprenditoriale del territorio. Il progetto è a cura di una società di consulenza, quindi privata, e verrebbe svolto a titolo gratuito. Secondo “Alatri in Comune”, però, le finalità sarebbero encomiabili mentre il metodo sarebbe alquanto discutibile, vediamo perchè.
“Il punto – dichiara Tarcisio Tarquini in una nota stampa– è che sia sul nostro territorio che altrove operano professionisti, studi e associazioni, che si occupano di sviluppo locale, ciascuno con propri curricula, metodi, relazioni, ci domandiamo, perciò, due cose: 1) se è vero che l’amministrazione comunale ha nella propria strategia – come è detto in capo alla delibera – l’obiettivo di promuovere lo sviluppo, quale sia il motivo per cui, invece di attivarsi direttamente, abbia atteso una proposta arrivatagli da una società privata per compiere un primo passo in quella direzione; 2) perché, avendo deciso di affidarsi a un privato (e non a proprie risorse interne), non abbia seguito la strada maestra dell’indizione di un avviso pubblico in modo da rivolgere a tutti gli operatori e ai professionisti in possesso di requisiti l’invito di presentare propri progetti, riservandosi di scegliere alla fine non solo il più “gratuito” ma anche il più efficace, cioè il migliore. Magari lo studio D’Annibale e associati avrebbe visto premiato il suo progetto, ma nessuno si sarebbe sentito escluso e soprattutto l’amministrazione avrebbe dato prova di cercare, con le procedure imposte dalla legge, la soluzione migliore per la comunità. Non è da sottovalutare, infine, un aspetto. È vera la gratuità (relativa)- continua il consigliere di minoranza– della proposta accettata dal Comune, ma è anche vero che (come conferma l’articolato del progetto), lo Studio associato proponente, che mira a fertilizzare “imprenditorialmente” il nostro territorio, un vantaggio diretto (ingiusto e illegittimo) lo avrebbe: quello di crearsi un proprio mercato per la sua attività di consulenza, oltre il “primo contatto” previsto nell’offerta progettuale. È un problema che non riguarda lo studio professionale, che sarà senz’altro ricco di esperienze e capacità, ma investe direttamente l’amministrazione comunale che non può, con la scusa che “tanto è gratis”, creare condizioni che potrebbero favorire l’uno e sfavorire l’altro. Si faccia dunque una gara pubblica– chiosa la nota- mettendo a confronto diversi progetti e diversi soggetti, per scegliere alla fine il più conveniente (oltre che gratuito, naturalmente), con un processo trasparente e inattaccabile che farà lavorare meglio tutti”. A.T.
