Alatri – Pizza margherita alla cocaina, gestore rinviato a giudizio

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Pizza alla cocaina, gestore di una pizzeria di Alatri rinviato a giudizio per lesioni personali, detenzione illecita di sostanza stupefacente e sofisticazione di prodotti alimentari.

La vicenda risale a qualche tempo fa quando una signora dopo aver mangiato alcuni tranci di una ‘margherita’ era stata colta da malore. Trasportata al pronto soccorso, i medici constatarono che aveva tutti i sintomi di chi aveva assunto della cocaina. Immediato l’intervento dei carabinieri agli ordini del capitano Antonio Contente che avevano cercato di ricostruire l’accaduto. E proprio all’interno dell’impasto i militari avevano rinvenuto un involucro della droga. Ieri mattina, le prime battute in tribunale. Il dr. Lino Cefaloni, consulente del pubblico ministero ha dichiarato che la sostanza stupefacente analizzata del tipo cocaina conteneva il 56, 89% di principio attivo. A detta del consulente l’involucro era aperto ma non sono state trovate tracce di sostanza stupefacente negli altri tranci che aveva esaminato. Sul banco dei testimoni anche la dottoressa Immacolata Verdicchio dirigente medico Asl Frosinone Servizio Igiene Elementi e Nutrizione e responsabile della tutela salute pubblica. La dottoressa ha dichiarato che quella sera i carabinieri dopo averle fatto vedere quella ‘pallina‘  avevano affidato a lei quei tranci di pizza affinché potessero essere analizzati. La dottoressa che si era recata all’Arpa Lazio, si è sentita rispondere che non avevano i mezzi per poter procedere a quel tipo di analisi. Così aveva scritto alla Procura dicendo di aver custodito la pizza in un congelatore e che era in attesa che specialisti del campo venissero ad esaminarla. Da quel momento la pizza è stata ritirata dagli inquirenti dopo tre mesi. L’imputato difeso dall’avvocato Daniele Mieli ha sempre respinto tutte le accuse sostenendo di essere vittima di un complotto, qualcuno che avrebbe voluto incastrarlo. Marina Mingarelli
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