Isoke Aikpitanyi, Premio Martin Luther King e Premio Future, presidente dell’Associazione vittime ed ex-vittime della tratta, ce l’ha fatta. E’ risalita dall’inferno di terribili violenze e le racconta in un libro.
Nell’ambito della rassegna dedicata alla condizione femminile in Italia, sabato 11 marzo nella Sala consiliare del Comune di Acuto c’è stato l’incontro con la coautrice di “Le ragazze di Benin City” e “500 storie vere”. L’iniziativa a cura del Comune e dell’Aps “Gianni Ballerio” in collaborazione con la Biblioteca comunale. Presenti il sindaco Augusto Agostini, patrizia Cucca e Maria Letizia Agostini. “Le ragazze di Benin City. La tratta delle nuove schiave dalla Nigeria ai marciapiedi d’Italia” (Malampo Editore), scritto a quattro mani con la giornalista di Panorama Laura Maragnani – racconta una realtà fino a qualche anno fa sommersa, eppure tremendamente visibile: la tratta e la schiavitù di centinaia di ragazze nigeriane, rese schiave e costrette, con l’inganno, a prostituirsi dall’alleanza fra mafia nigeriana e criminalità italiana. Sono tante le ragazze africane, soprattutto nigeriane, scomparse o uccise, ma questo non ferma il flusso illegale e ininterrotto di arrivi di migliaia di giovanissime, spesso minorenni, che da quasi vent’anni vengono condotte nel nostro paese. A tutte viene imposto un debito altissimo, fino a 80mila euro, cui debbono far fronte nel tempo, sotto la stretta e violenta sorveglianza della rete delle “maman”, le protettrici che gestiscono la prostituzione nigeriana in Italia, diffuse capillarmente in tutto il territorio nazionale. Eppure sta crescendo il numero delle ragazze che, come l’autrice del libro, si ribellano al ricatto della mafia e, attraverso percorsi diversi, riescono a liberarsi dal suo dominio. Come Isoke. Isoke viene da Benin City, Nigeria. È arrivata in Italia nel 2000, aveva solo vent’anni. Le avevano promesso un lavoro da commessa a Torino, ma ad attenderla, come per tutte le ragazze della tratta, c’era la sua maman… Jackal
