Diffamazione a mezzo stampa. Questa la tematica che è stata dibattuta oggi in conferenza stampa presso la prefettura di Frosinone. I giornalisti sanno molto bene che si tratta di un terreno minato dove il confine tra la legalità e la diffamazione è legato da un filo sottilissimo. A dibattere sulla proposta di legge avanzata nel 2014 dal giornalista e politico Enrico Costa, uno dei membri del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Felice Corsetti.
<Si tratta di una proposta – ha dichiarato Corsetti – che punta ad escludere la reclusione. La detenzione in carcere verrebbe sostituita da una sanzione pecuniaria. Ma anche in questo caso bisogna studiare molto bene la situazione in quanto oggi, la maggior parte dei giornalisti che prestano la loro opera sui giornali vengono pagati ad articolo ed a prezzi davvero irrisori. Va da sè che questa categoria va tutelata. Per il reato di diffamazione l’articolista potrebbe essere multato fino a 50.000 euro. Come rientra la figura del prefetto nel reato di diffamazione a mezzo stampa? La risposta l’ha data direttamente la dottoressa Zarrilli. <Nel caso in cui viene ravvisato tale reato e non si procede a rispettare tutte le regole (tra queste la rettifica che deve avere lo stesso spazio dell’articolo pubblicato) previste in tal senso, il prefetto ha la facoltà di sanzionare il giornalista con multe che vanno dagli otto ai sedicimila euro. Marina Mingarelli L’evento “La diffamazione a mezzo stampa: prospettive di riforma legislativa” si terrà lunedì 13 marzo ore 15-19 presso il palazzo del Governo, Sala Purificato, Piazza della Libertà a Frosinone.
