Steso a terra, sul pavimento, a giocare con le macchinine mentre il padre, in piedi, dilapidava lo stipendio accanto ad una slot machine. Questa è la scena che loro malgrado, sabato sera, si sono trovati a dover assistere due poliziotti del commissariato di Cassino.
Gli agenti, impegnati in un servizio di prevenzione e controllo contro il gioco d’azzardo unitamente agli altri colleghi ed al personale del Reparto Prevenzione Crimine, sono entrati nell’angusto locale adibito a circolo ricreativo, situato nel centro della città e scarsamente illuminato, credendo di trovarsi di fronte solo persone adulte. Invece in angolo hanno notato quel fagottino a terra. Il padre degenere, approfittando della poca visibilità, alla vista dei poliziotti, ha cercato di nascondere il piccoletto tra le sue gambe ma invano. Lo stesso bambino, credendo fosse un gioco, è uscito dall’angolo in cui era stato relegato chiedendo di poter vedere la macchina con la sirena. Due investigatori del questore Filippo Santarelli e del vice questore Alessandro Tocco, con grande umanità e senza creare traumi al bimbo, lo hanno assecondato mentre gli altri colleghi provvedevano ad identificare il genitore, un operaio di trenta anni residente in zona. L’uomo che ora rischia una denuncia è stato anche segnalato ai Servizi Sociali del Comune di Cassino. Il bimbo è stato invece affidato alla madre, in attesa però della decisione del Tribunale dei Minori. @Nicoletti
