Pontecorvo – Maxi confisca a titolare di sala slot

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Una confisca patrimoniale da oltre tre milioni di euro quella ottenuta dalla Procura di Cassino e dalla Guardia di Finanza. Il tribunale per le misure preventive di Frosinone, presieduto dalla dottoressa Marina Stirpe, ha dato il parere favorevole, in primo grado, all’assegnazione di beni sequestrati ad un imprenditore napoletano residente a Formia e con un’attività anche a Pontecorvo.

Un importante risultato quello ottenuto dal procuratore capo Luciano d’Emmanuele che in prima persona ha coordinato le indagini e dagli uomini del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia diretto dal tenente colonnello Andrea Bello. Le verifiche patrimoniali hanno accertato quindi il macroscopico dislivello tra il reddito dichiarato dall’imprenditore e lo stile di vita. Le indagini, che hanno avuto l’importante supporto degli investigatori del Nucleo Operativo del Gruppo Formia, diretto dal capitano Silverio Papis, sono scattate dopo un blitz antimafia contro il gioco on line illegale. Agenti del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di finanza (Scico) e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato (Sco) hanno eseguito nel 2011, una decina di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei componenti di un sodalizio, vicino a varie organizzazioni mafiose, che gestiva illecitamente gran parte delle attività di videolottery e gioco on line a livello nazionale e anche all’estero. Tra gli arrestati figurano un boss della ‘ndrangheta ed un noto imprenditore del gioco on line collegato a clan camorristici. L’indagine partita da Ostia ha tratto spunto da un’indagine della questura di Roma su un tentato omicidio. Le indagini, coordinate dalla procura distrettuale antimafia, alla quali hanno lavorato oltre alle squadra mobile anche i finanzieri del servizio centrale investigazione criminalità organizzata, furono infatti avviate all’indomani del tentato omicidio di Fabio Massimo Aragone, avvenuto il 18 aprile del 2011, ad Ostia. Un episodio di violenza che, secondo gli inquirenti, si sarebbe inserito proprio nel contesto delle logiche criminali per il controllo delle scommesse illecite. Tra gli arreststi anche il “re delle slot” accusato insieme agli altri di aver istituito un’associazione a delinquere a carattere transnazionale volta a commettere una serie indeterminata di reati attraverso una rete illegale di gioco on line, aggirando, in tal modo, la normativa di settore e omettendo fraudolentemente il versamento dei tributi erariali per la concessione di gioco, al fine di realizzare plurime truffe ai danni dello Stato. Il Tribunale di Roma, a seguito di specifici accertamenti patrimoniali condotti dalla Guardia di Finanza, aveva inoltre disposto il sequestro di numerosi beni mobili ed immobili riconducibili direttamente o indirettamente ai principali indagati, per un valore di circa 10 milioni di euro, tra i quali spiccano società che hanno tra i propri asset sale giochi e attività di ristorazione oltre ad autovetture, correnti e depositi bancari. A Formia finire in carcere era stato Salvatore Ferraro, detto Sasa, che si è visto confiscate beni per tre milioni di euro tra autovetture e abitazioni situate in una zona di grande valore archeologico. @nicoletti
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