L’ex assessore Tullio Di Zazzo in una nota “invita” il sindaco Carlo Maria D’Alessandro a rinunciare al proprio incarico.
«Non stiamo chiedendo le dimissioni – dice Di Zazzo -perché il presidente del consiglio, suo stretto collaboratore e suo mentore, risulta indagato in un contesto – quello dei migranti- in cui era stata garantita la “tolleranza zero”; non stiamo chiedendo le dimissioni perché ha inspiegabilmente “licenziato” un assessore lasciando indenni i veri responsabili; non stiamo chiedendo le dimissioni perché non risulta in grado di mantenere gli impegni assunti in campagna elettorale, affermando più volte di non aver contratto alcun accordo quando aveva già firmato degli impegni ben precisi…; nemmeno chiediamo le dimissioni perché improvvidamente ha lanciato l’ipotesi irrealizzabile di Cassino Capitale Europea della Cultura per il 2024 esponendo la Città all’ennesima figuraccia; non le chiediamo neanche perché ha testardamente portato avanti una battaglia (perdendola) all’interno del Consorzio dei Servizi Sociali. Non stiamo chiedendo le dimissioni per la pessima gestione dei fondi del salario accessorio dei dipendenti comunali che sono stati costretti a dire addio a ben 60mila euro nonostante gli avvertimenti di tutti i sindacati e non chiediamo le dimissioni per la scellerata gestione degli impianti sportivi (spogliatoi dell’atletica senz’acqua e senza alimentazione elettrica); neppure le chiediamo per non essere stato capace di riportare a Cassino la centralità della gestione della rete del gas (ATEM Frosinone Est). Non stiamo chiedendo le dimissioni per non essere stato ancora in grado di istituire a Cassino la SUA (Stazione Unica Appaltante), né abbiamo intenzione di chiederle per l’incapacità di comunicazione con i responsabili dei settori del Comune (vedi l’incresciosa vicenda del Rally) … Al limite -ma molto al limite!- non chiediamo le dimissioni per la sua evidente mancanza di un’idea di fondo per la Città…». Ecco la conclusione alla quale arriva Tullio Di Zazzo: «Stiamo chiedendo le dimissioni perché non è accettabile che dica cose non vere in Consiglio Comunale. Da fonti sufficientemente attendibili sembrerebbe che, su richiesta del consigliere Petrarcone sulla presenza di curriculum per l’individuazione dell’assessore in sostituzione di Di Zazzo, il Sindaco abusivo abbia risposto di non aver nessun curriculum… Ebbene, se queste parole sono state pronunciate il Sindaco abusivo non avrebbe detto il vero in quanto lui stesso ha chiesto, ed ottenuto, tre curriculum di tre persone di alto profilo per poter scegliere l’assessore facente riferimento alla compagine Di Zazzo. Ciò risulterebbe estremamente grave per il solo fatto di aver mentito platealmente in un contesto come il Consiglio Comunale di Cassino. Ci riserviamo pertanto di richiedere la registrazione delle comunicazioni del Sindaco abusivo in Consiglio Comunale, e, nella eventualità in cui quanto a noi riferito trovi riscontro, di trasformare questo comunicato stampa in atto ben più incisivo».
