San Vittore – La storia di Sherman, cane a tre zampe che rischia l’estradizione

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
Questa è la storia di Sherman, un dogo argentino buono e dolce che ha una storia triste, ma con un lieto fine che, purtroppo, alcuni personaggi loschi stanno cercando di rovinare.

L’ostinata insistenza di queste persone sta causando danni morali a chi si è impegnato e preoccupato che questo cucciolone avesse le cure adeguate alla sua particolare condizione – essendo tripode – e che le ricevesse dal calore di una famiglia. Il comune di appartenenza di Sherman e i volontari non gli hanno mai fatto mancare alcun tipo di cura assicurandogli, con estrema attenzione, un’adozione perfetta – come si evince anche dal verbale dei vigili – e con persone che si sono rese da subito disponibili e, soprattutto, sensibili nel miglioramento della sua condizione fisica, pianificando già da subito gli eventuali interventi da effettuare per l’applicazione della protesi. Tutto questo è documentato con certificazioni veterinarie del signor Giovanni Valente. Ora, noi ci chiediamo il perché di tutto questo spreco di risorse che per una onlus dovrebbe essere dannoso poiché sappiamo quanto un’associazione del genere abbia bisogno di disponibilità per casi gravi e disperati, cosa che non concerne il cane in questione. Ci sono altri cani ubicati nel canile che non vengono degnati della minima attenzione o sguardo mentre per Sherman sono state mobilitate – e scomodate – tutte le autorità possibili. Ci troviamo ai limiti della persecuzione, da parte di queste persone, nei confronti del proprietario del cane, del comune di appartenenza e della volontaria che si è occupata della questione. Non capiamo perché vogliano a tutti i costi prelevare Sherman e sottoporlo ad un viaggio così stressante per un cane nelle sue condizioni. Non capiamo perché abbiano preso di mira solo lui. Non capiamo perché stiano causando fastidio, rabbia e tristezza quando ci sono le prove concrete che il cane non ha bisogno né di un’adozione né di cure esterne perché già le ha. Non capiamo le vie legali che questa storia ha intrapreso e perché causare ancora altro stress al cane e ai proprietari. Il Comune di San Vittore combatte il randagismo con l’aiuto dei volontari, facendo adottare i propri cani non snaturandoli dal luogo in cui sono stati accalappiati, curando il loro benessere e guardando anche al risparmio economico come prevede la legge 281, aiutando le famiglie adottanti, residenti del comune, con contributi nei primi due anni di 500 euro per le spese di sostentamento e veterinarie, avendo un risparmio di circa 1000 euro annue a cane. La Redazione
Condividi questo articolo
Nessun commento