Riduzione di pena per Sante Cipollone accusato, insieme a Angelo Pellegrini, di aver ucciso Mario Domenico Grossi e di aver gettato il suo corpo nelle acque del Fiume Liri.
I fatti risalgono al 13 aprile 2014 quando, nelle campagne della località Compre a Sora, tra i tre uomini ci fu una violenta lite culminata con la morte dell’82enne, il cui corpo venne trascinato fino alla riva e gettato nel fiume. Fu rinvenuto diversi giorni dopo grazie all’intervento dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco e delle altre Forze dell’Ordine che intervennero subito grazie alla segnalazione di un uomo che, dal giardino della propria abitazione, fu testimone del brutale omicidio. Sante Cipollone, difeso dall’avvocato Marco Bartolomucci, in primo grado ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a 17 anni di reclusione. Nella giornata di ieri la prima sezione della Corte d’Assise di Appello di Roma ha ridotto la pena a 14 anni in quanto non è stato riconosciuto l’occultamento del cadavere, ritrovato sulla riva del Liri incastrato tra l’erba alta. Sono state, inoltre, compensate le attenuanti generiche e le aggravanti. L’Avv. Bartolomucci, contattato dalla nostra redazione, ha anticipato che ricorrerà in Cassazione. Angelo Pellegrini, che in base al racconto del supertestimone fu il primo ad aggredire a pugni Sante Cipollone, in primo grado ha optato, invece, per il rito ordinario ed è stato condannato a 26 anni di reclusione. Anche per lui si attende l’esito del processo di Appello che si terrà tra pochi giorni. Marta Ferrari
