Si accendono le polemiche sull’adozione dei tre orsi albanesi accolti nei giorni scorsi presso l’Area Faunistica di Campoli Appennino.
A protestare nuovamente sul rischio di inquinamento genetico dell’orso bruno marsicano è Franco Zunino, Segretario Generale dell’Associazione italiana per la Wilderness. “Con la motivazione dell’atto umanitario – scrive in una nota Zunino – si è soprattutto pensato al Dio Turismo, non tenendo conto della biodiversità autoctona che anche l’Unione Europea vorrebbe preservare. Meglio sarebbe stato se tutti i soldi impiegati in questa recente operazione, che meritava di attuarsi per liberare Sonia, Piero e Leone dallo stato di prigionia in cui si trovavano in Albania, fosse avvenuta trasferendoli in un bio-parco urbano e investendo i fondi messi a disposizione dall’Ente Parco per aiutare l’orso bruno marsicano a sopravvivere. Ribadisco – sottolinea ancora il Segretario della Wilderness – che si tratta di orsi non autoctoni che mai sarebbero dovuti entrare nella ‘Fossa di Campoli’, se non altro per una questione di etica e correttezza scientifica. Sì, perché nonostante la dovuta attenzione, c’è sempre il rischio che qualche esemplare fuoriesca dall’area andando ad inquinare la popolazione locale. Pertanto, ci vorrebbe con urgenza la certezza ufficiale e provata che tali plantigradi siano stati sterilizzati, visto che al momento c’è solo la comunicazione di un Direttore il cui mandato è in scadenza”. Caterina Paglia
