Alatri – Omicidio Federica Mangiapelo, la famiglia contesta la sentenza

Andrea Tagliaferri
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Le motivazioni della sentenza di condanna dell’ex fidanzatino della giovane di origini alatrensi lasciano perplessi i familiari “Questa non è giustizia”.

Sono chiare e senza giri di parole le dichiarazioni affidate ai social, dello zio paterno di Federica Mangiapelo, la ragazza di origini alatrensi che fu uccisa sulle rive del lago di Bracciano la notte di Halloween del 2012. “Un altro colpo, duro da accettare, per la nostra famiglia” ha dichiarato lo zio facendosi portavoce, come ormai da anni, dei sentimenti anche dei genitori della giovane. “Solo qualche giorno fa, dopo la condanna in appello a 14 anni di carcere per Marco Di Mauro nel settembre scorso, sono uscite le motivazioni della sentenza. All’ex fidanzato hanno scalato 4 anni (da 18 a 14) perché la Corte d’Appello ha riconosciuto le attenuanti generiche per i seguenti motivi: la giovane età dell’imputato; l’assenza di precedenti penali; il suo stabile inserimento nel proprio contesto familiare. Queste attenuanti, sommate alla possibilità di usufruire del rito abbreviato (sconto di un terzo della pena), premiano chi ha commesso un omicidio volontario, chi ha ucciso la fidanzata di soli 16 anni. Di certo questa legge assurda non premia Federica (che non è più tra di noi da oltre quattro anni e nessuno potrà mai ridarcela), né tantomeno premia una famiglia che ha combattuto, che ha sofferto e continua a soffrire. In questi casi, è la famiglia che è condannata all’ergastolo, è condannata a soffrire a vita”. Tra l’altro, è ormai notizia certa che gli avvocati di Di Muro hanno chiesto il ricorso in Cassazione perché, secondo loro, il proprio cliente sarebbe innocente e pretenderebbero il ribaltamento delle sentenze precedenti. “Questa decisione– afferma Massimo- alimenta ancor più la nostra rabbia, in quanto, dopo tutti questi anni, ancora non vediamo la parola “fine” a questa assurda vicenda giudiziaria. Altre aule di tribunale, altra sofferenza”. Intanto non si ferma la missione che Massimo ha intrapreso da anni, portando in giro per l’Italia il suo libro, divenuto ormai una testimonianza ufficiale della lotta contro il femminicidio, intitolato “Federica, la ragazza del lago”.   Andrea Tagliaferri
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