Cassino – Imprenditore casertano ai magistrati: “Cassino città rifugio per camorristi”

Irene Mizzoni
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Cassino città di rifugio per camorristi. Non una fantasia giornalistica o dicerie sventolate ai quattro venti, ma dichiarazioni ben precise, rilasciate da un imprenditore casertano che racconta prima agli investigatori e poi alla magistratura di quando avrebbe dovuto raggiungere Cassino, dove si nascondeva il latitante Nicola Del Villano, braccio destro di Michele Zagaria.

Solo per un caso l’imprenditore non arrivò nella città martire dove, nel frattempo, gli agenti della sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile di Frosinone, stava appunto ammanettando il boss. Un arresto quello compiuto dagli uomini dell’allora dirigente Cristiano Tatarelli, oggi vicario presso la questura di Latina, che segnò un passo importante nel frusinate e nel basso Lazio: le organizzazioni criminali che da sempre trovavano in queste zone protezione e rifugio iniziano a comprendere che a Cassino le forze dell’ordine hanno alzato la guardia. Dopo l’arresto di Del Villano sono stati messi a segno altri importanti successi investigativi che hanno portato la malavita a cambiare modus operandi: niente estorsioni o latitanze ma Cassino scelta come terra di riciclaggio. @nicoletti
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