Anche quest’ anno gli sforzi e le fatiche degli organizzatori sono stati premiati dalla grande affluenza di persone che hanno assistito, tra stupore e meraviglia, alla prima rappresentazione del Presepe Vivente a CASSINO nella ROCCA JANULA. Il presepe a CASSINO, organizzato dal Comune in collaborazione con la PARROCCHIA DI SAN PIETRO APOSTOLO DEL COLOSSEO , L’ASSOCIAZIONE LARGO A DON BOSCO E LA FILODRAMMATICA DON BOSCO IDEATO E ORGANIZZATO DALLA PROF. PATRIZIA VELARDI ormai diventato un appuntamento rituale che da QUATTRO anni si ripete in maniera sempre diversa e richiama un sempre maggiore afflusso di visitatori.
E cosi come d’incanto ogni vicolo ed ogni serie di ripide scalette prende vita animato dalla storia e dalla magia del Natale. Giovani attori rivestono l’antico ruolo dei personaggi descritti dai vangeli e narrano i momenti del Natale dall’annuncio dell’Angelo alla nascita del Redentore, guidati dalla preziosa regia della prof. Velardi. I lumini segnano il cammino fino alla capanna, di nuovo allestita presso i ruderi della ROCCA JANULA Nell’area si diffondono dolci melodie natalizie, scricchiola la legna nei bracieri, si distribuiscono pizzette bruschette spiedini di pecora con vino caldo e tanto amore tutto offerto dai ragazzi dell’associazione largo a don bosco di Cassino. Il fabbro forgia il ferro arroventato e lo piega al suo volere, il vasaio plasma la creta per dare forma a vasi, ciotole e brocche di ogni dimensione, abili dita filano la lana per essere tessuta sul grande telaio e gomitoli di cotone affidati alle merlettaie diventano pizzi di rara bellezza. Il canestraio intreccia ceste di vimini e il mastro falegname intaglia il legno, l’erborista prepara i suoi medicamenti. Alcune donne nel forno impastano pane e focacce, altre setacciano i legumi; gli uomini lavorano la carne di pecora ne ricavano spiedini che scoppiettano sul braciere per allietare il palato dei visitatori. Nella cantina si gusta il vino caldo e nella locanda si gioca e si mangiano frittelle. Centurioni romani fanno guardia alla reggia di Erode. Nella capanna adorato dai Magi e dai pastorelli, tra Maria e Giuseppe un bimbo tranquillo gioca con la paglia riscaldato dal fuoco.



