Sono anni che i residenti chiedono la delocalizzazione dell’ecomostro che deturpa la rocca di San Leucio e mette a rischio la salute di tutti.
L’avvocato Paolo De Simone, presidente dell’associazione Rosso di Sera, inviò al Comune un assegno di 500 euro come contributo per rimuovere quell’ammasso di cemento. Un gesto provocatorio ma anche un ulteriore invito all’amministrazione a valutare la situazione. Le torri elettroniche situate a pochi passi dalle mura ciclopiche non rendono giustizia alla bellezza del centro storico. I cittadini non mollano e tornano a chiedere la delocalizzazione delle antenne e lo smantellamento di quelle ormai in disuso e completamente rovinate. Le antenne non piacciano a nessuno e sono troppe le famiglie con malati in casa. La battaglia per liberare la rocca dai ripetitori va avanti, nonostante le rassicurazioni. Il livello di inquinamento, infatti, è costantemente monitorato dall’Arpa e al momento le torri non rappresenterebbero un reale pericolo per la salute dei cittadini. Inutile, dunque, qualsiasi allarmismo. Dalle rilevazioni dei livelli di inquinamento elettromagnetico eseguite, le emissioni sarebbero al di sotto dei limiti consentiti dalla legge. Le onde elettromagnetiche emesse non superano infatti l’unità e si attestano tra lo 0,10 V/m e lo 0, 30 V/m (quando il valore limite di legge è di 6 V/m). Ma intanto le torri continuano a non piacere.
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