Falsi Carabinieri al telefono, “pioggia” di truffe in Ciociaria: scatta l’allarme ma il piano dei malviventi fallisce

utente789
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È un vero e proprio allarme truffe quello che sta interessando Frosinone e diversi comuni della Ciociaria.

Nella sola giornata di ieri, 29 luglio, la Centrale Operativa dei Carabinieri di Frosinone ha registrato una sequenza impressionante di tentativi di raggiro. Un’offensiva in piena regola che, fortunatamente, si è conclusa con un totale fallimento per i malintenzionati: nessun colpo è andato a buon fine grazie alla prontezza dei cittadini, al fiuto dei familiari e al tempestivo intervento delle pattuglie sul territorio. Il modus operandi: la paura come arma Il copione messo in atto dai truffatori si ripete quasi identico: contatti telefonici (spesso sul telefono fisso), qualifiche inventate a nome di “Marescialli” o “Comandanti” di Carabinieri e Polizia, richieste pressanti di denaro e gioielli, o minacce di imminenti controlli e perquisizioni. Ecco gli episodi principali ricostruiti dalle forze dell’ordine: Ceccano: Una donna è stata contattata sul fisso da un falso Carabiniere che, dopo essersi fatto confermare l’indirizzo, le ha ordinato di preparare 3.000 euro da consegnare a un sedicente incaricato. L’immediata chiamata della vittima alla Stazione dei CC di Ceccano ha permesso l’invio immediato di una pattuglia, sventando il colpo. Pofi: Un cittadino è stato preso di mira da un sedicente “Comandante di Frosinone”, che chiedeva con insistenza quanto oro e denaro avesse in casa, minacciando un imminente controllo al cancello. L’uomo non è caduto nella trappola e ha allertato il 112. Frosinone (Viale Grecia): Stessa sorte per una donna che, alla richiesta del finto Maresciallo sulla presenza di preziosi in casa, ha riattaccato direttamente la cornetta in faccia al truffatore. Frosinone (Viale America Latina): Il tentativo più articolato. Un uomo è stato contattato da un falso agente di Polizia che lo informava di un’indagine sulla sua auto per “targhe clonate”, preannunciando una perquisizione a casa. La vittima ha lasciato il lavoro per rientrare, ma l’intuizione dell’ex compagna ha cambiato l’esito della vicenda: la donna ha chiamato il NUE 112 permettendo l’appostamento di una pattuglia in borghese sotto l’abitazione. I malviventi, forse insospettiti, non si sono presentati. Torrice (Via Colle Veccia): Tentativo sventato in mattinata presso un’abitazione isolata, grazie anche ai continui passaggi di perlustrazione dei militari di Ripi. Vademecum di difesa: cosa sapere e come comportarsi L’APPELLO DELLE FORZE DELL’ORDINE Nessun operatore di Polizia o Carabiniere vi chiederà MAI telefonicamente somme di denaro, gioielli o informazioni sui beni conservati in casa, né fisserà appuntamenti per ritirare contanti. Le autorità rinnovano l’invito alla popolazione — e in particolare agli anziani e ai loro familiari — alla massima prudenza. Qualora si riceva una telefonata sospetta, la regola d’oro è semplice: Non fornire alcun dato personale o dettagli sulla casa e sui propri beni. Interrompere immediatamente la chiamata. Comporre subito il 112 (Numero Unico per le Emergenze) per segnalare l’accaduto e richiedere verifche.
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