Anagni – Casa Barnekow, Guglielmo Viti accende il dibattito sul ruolo della Pro Loco: “Il confronto sul turismo deve essere pubblico”

utente789
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Si riaccende il confronto sul turismo culturale ad Anagni. A intervenire è Guglielmo Viti, uno dei gestori di Casa Barnekow, che attraverso una lunga riflessione pubblica ha espresso il proprio disappunto nei confronti della Pro Loco di Anagni, sollevando una questione che riguarda la valorizzazione del patrimonio storico e culturale cittadino.

Secondo quanto affermato da Viti, da anni i gruppi che partecipano alle visite guidate organizzate dalla Pro Loco si fermerebbero davanti alla facciata di Casa Barnekow senza visitare gli ambienti interni. Una situazione che, a suo dire, sarebbe diventata una costante. Nel suo intervento, Viti sostiene di aver raccolto nel tempo diverse testimonianze secondo cui le motivazioni fornite ai visitatori sarebbero riconducibili alla mancanza di tempo oppure alla presunta assenza di elementi di interesse all’interno della struttura. Aggiunge inoltre che, secondo la sua esperienza, Casa Barnekow non sarebbe mai stata inserita nelle visite organizzate dalla Pro Loco. Pur precisando di non sapere se vi sia mai stato un esplicito divieto o un’indicazione formale a escludere il sito dai percorsi turistici, Viti ritiene ancora più significativo il fatto che, a suo giudizio, non vi sia mai stata una reale attività di promozione o di invito alla visita da parte dell’associazione. Una critica che viene estesa anche alla comunicazione. Secondo il gestore di Casa Barnekow, infatti, la Pro Loco non avrebbe mai dato adeguato risalto alle numerose iniziative culturali ed eventi organizzati nella struttura, finendo così per ignorare uno dei luoghi che egli considera tra i più importanti del patrimonio cittadino. Viti sottolinea inoltre come sia legittimo avere opinioni diverse sulla figura del Barone Barnekow e sul racconto della sua esperienza personale, ma evidenzia che la storia documentata rappresenta un patrimonio comune che dovrebbe essere conosciuto e valorizzato. A suo avviso, il compito di chi opera nella promozione del territorio dovrebbe essere quello di consentire ai visitatori di conoscere tutti i principali luoghi di interesse, lasciando poi a ciascuno la libertà di formarsi una propria opinione. Infine, Viti affronta anche la vicenda della querela che, secondo quanto da lui dichiarato, gli sarebbe stata prospettata dalla Pro Loco in seguito alle sue affermazioni. Pur ribadendo le proprie convinzioni, afferma di ritenere che il confronto sulla politica turistica della città debba svolgersi pubblicamente, anche attraverso i social network, perché riguarda l’intera comunità. «Se la maggioranza dei giudizi sarà per me negativa – conclude – sono pronto a chiedere scusa e ad accettare questa situazione. Se invece emergerà una valutazione diversa, saranno altri a dover riflettere sul proprio operato.» La vicenda apre così un nuovo confronto sul tema della promozione culturale di Anagni, ponendo al centro una domanda che interessa istituzioni, associazioni e cittadini: come valorizzare al meglio l’intero patrimonio storico della città, affinché ogni luogo di interesse possa trovare il giusto spazio nei percorsi di visita e nella narrazione del territorio. La Pro Loco di Anagni, qualora lo ritenga opportuno, avrà naturalmente la possibilità di replicare e di esporre la propria versione dei fatti. Anna Ammanniti
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