Parte da una morte solitaria, consumata all’interno di un’auto nei pressi dei campi del T2 in via Po a Frosinone l’inchiesta che oggi ha portato allo smantellamento di una rete di spaccio di cocaina nel capoluogo ciociaro.
Era lo scorso anno quando un 53enne, pizzaiolo originario di Strangolagalli, venne trovato privo di vita nella sua vettura. Un decesso che fin da subito apparve sospetto e che ha dato il via a una complessa attività investigativa da parte dei carabinieri. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno permesso di ricostruire gli ultimi minuti di vita dell’uomo. Poco prima di morire, si era recato in un appartamento di via Po, rivelatosi in seguito una vera e propria base operativa per lo spaccio di stupefacenti. Qui avrebbe acquistato una dose di cocaina da un soggetto di origine sudamericana. Secondo quanto emerso dalle indagini, proprio quella cessione potrebbe aver avuto conseguenze fatali. L’uomo che avrebbe venduto la droga è oggi indagato per omicidio colposo, in quanto il decesso del pizzaiolo sarebbe riconducibile all’assunzione della sostanza stupefacente ceduta. Una circostanza che, secondo la normativa vigente, configura l’ipotesi di morte come conseguenza di altro reato. Parallelamente, gli inquirenti hanno ricostruito una fitta rete di spaccio attiva nella zona. Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno consentito di individuare diversi soggetti coinvolti nell’attività illecita. In totale sono nove le persone che dovranno comparire lunedì prossimo davanti al giudice Antonello Bracaglia Morante per l’interrogatorio di garanzia. Per loro l’accusa è, a vario titolo, di cessione di sostanze stupefacenti. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati inoltre segnalati ben 114 assuntori, a conferma della portata significativa del giro di droga che ruotava attorno all’appartamento di via Po. Nei prossimi giorni il giudice sarà chiamato a decidere sull’eventuale applicazione di misure cautelari, compresa la custodia in carcere. La posizione più grave resta quella del presunto pusher sudamericano, per il quale il quadro accusatorio si aggrava proprio in relazione alla morte del 53enne. Un’indagine che, partita da un tragico episodio, ha fatto emergere un sistema organizzato di spaccio radicato nel territorio e capace di coinvolgere un numero elevato di consumatori. Nel collegio difensivo gli avvocati Tony Ceccarelli, Riccardo Masecchia, Giuseppe Spaziani e Giulio Gasparro. Mar. Ming.
