Casalvieri in lutto per la scomparsa di Padre Felice Sciannammeo, missionario dell’amore e della speranza

Irene Mizzoni
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(di Roberta Pugliesi) La comunità di Casalvieri piange oggi la scomparsa di Padre Felice Sciannammeo, missionario instancabile, uomo di fede e carità, che nel pomeriggio ha fatto ritorno alla Casa del Padre. Il suo cuore grande, che ha battuto per decenni al servizio degli ultimi, si è fermato, lasciando un vuoto profondo ma anche un’eredità luminosa.

“Il Signore lo ha chiamato a sé”, ha scritto don Alessandro Recchia che guida la parrocchia di Casalvieri nel messaggio di cordoglio, ricordando quanto spesso Padre Felice abbia visitato la comunità e quanto forte fosse il legame con essa, anche attraverso il sostegno concreto ai progetti della sua missione. “Preghiamo per lui – continua il messaggio – perché il Signore lo accolga tra le sue braccia e gli doni il premio riservato ai suoi amici fedeli, e perché la sua testimonianza faccia germogliare semi di bene e di pace”. E davvero la vita di Padre Felice è stata una testimonianza di amore radicale. Ha servito per anni in Uganda, dove ha dedicato ogni energia ai più piccoli, ai più deboli, agli “ultimi degli ultimi”: i bambini delle carceri, gli orfani, i malati, i poveri senza accesso a cure, acqua, educazione. Ha fondato ospedali, scuole, centri di maternità, chiese, fattorie. Ma soprattutto, ha costruito una comunità viva, nutrita dal Vangelo e dalla dignità restituita a chi non aveva nulla. In una delle sue ultime lettere, scriveva: “Morire servendo i più piccoli è l’ideale per essere discepoli degni”. E questo ideale lo ha incarnato fino all’ultimo respiro. Padre Felice era un uomo raro, capace di toccare il cuore anche solo con una parola o uno sguardo. Era un predicatore infaticabile, capace di attraversare l’Italia da nord a sud per sensibilizzare, raccogliere aiuti, stringere mani e creare amicizie sincere. In ogni luogo ha lasciato un segno, ha creato un ponte tra mondi lontani, un legame d’amore tra l’Italia e l’Uganda che oggi si stringe nel dolore della sua scomparsa. Chi lo ha conosciuto lo ricorderà per sempre con affetto, ammirazione e gratitudine. Ricorderà i suoi occhi brillanti quando parlava dei “suoi” bambini, la forza della sua fede, la passione con cui difendeva la dignità umana. Lascia un testamento spirituale fatto di opere e di esempio, una chiamata a non arrendersi mai davanti all’ingiustizia, a “fare di più”, come lui amava ripetere. Addio, Padre Felice. Il tuo amore continuerà a vivere nei cuori e nelle mani di chi sceglierà di seguirne le orme.
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