«La strategia portata avanti fino ad ora dall’amministrazione per uscire da Acea fa acqua da tutte le parti». Usa l’ironia il candidato a sindaco Tullio Di Zazzo per riportare l’attenzione sul problema della ripubblicizzazione dell’acqua nel Comune di Cassino.
«In questo momento – continua l’ex primo cittadino – sembra che l’unica priorità del sindaco (e della sua maggioranza) sia quella di incrociare le dita sperando che nulla accada da qui alla prossima primavera tirando a campare fino al voto. Questo significa che non vedremo nulla di concreto per forzare la mano con la società gestrice per preparare la “liberazione” delle periferie e scongiurare una volta per tutte il passaggio del civico acquedotto nelle mani private. Un’azione politica che potrebbe capitolare da un momento all’altro come le tubature dell’impianto cittadino che sembrano funzionare in maniera ottimale fino a quando non esplodono in maniera repentina allagando tutta la città. Aspettare passivamente il susseguirsi degli eventi quasi mai porta a risultati apprezzabili e per questo bisogna agire in maniera decisa e coordinata con tutte le risorse che vogliono perseguire lo stesso obiettivo. Al primo posto ci sono i vari comitati sparsi sul territorio che hanno dimostrato di avere una forte capacità di analisi e di essere pronti a dare degli input importanti per arrivare alla soluzione del problema ma, come dimostrato in ambito sanitario, questo non basta e alla spinta dal basso bisogna associare una forte azione politica per ottenere dei risultati. In questo momento è sotto gli occhi di tutti che ad essere latitante è proprio quest’ultimo tassello visto che la volontà popolare è nettamente orientata per uscire dalla gestione privata dell’acqua ma la stessa intenzione manca alla maggior parte dei nostri amministratori siano essi consiglieri comunali che regionali e provinciali. Ad esempio non si capisce perché si siano perse le tracce della Legge regionale che poteva permettere ai comuni di riappropriarsi degli acquedotti, o meglio, sarebbe il caso di chiedersi perché i nostri rappresentanti in Regione siano così attenti ai problemi sanitari del Santa Scolastica ma non abbiano la stessa accortezza nel segnalare i disservizi idrici che quotidianamente i cittadini si trovano a dover affrontare. Ben venga l’attenzione per un paziente che si reca in ospedale e non trova un servizio adeguato, ma allo stesso tempo si fa finta di non vedere le tante famiglie che sistematicamente restano senza acqua nelle periferie per lunghi periodi durante l’estate o le bollette stellari per il consumo idrico. È ora di finirla con questi politici in versione “demo” che hanno un solo intervento al giorno per trovare spazio sui giornali e se lo giocano dove è più semplice prendere consensi. Fare un passo in avanti per la versione “pro” potrebbe anche non costare nulla e porterebbe i “nostri” politici ad essere veramente i rappresentanti del territorio, ma questo significherebbe chiarire una volta per tutte da che parte stanno» caravince
