Strada bloccata e muri a rischio crollo, i residenti insorgono. La zona sottostante il cimitero comunale, percorsa appunto da Via Tufoli, è stata devastata dal nubifragio del 14 ottobre scorso, il colpo di grazia dopo anni (almeno 22) di incuria ed abbandono da parte di chi ne ha la competenza.
Residenti e proprietari degli appezzamenti rimasti isolati, lamentano infatti che da “almeno il 1993” il Comune si è dimostrato sordo alle loro istanze, e la situazione da grave è divenuta ormai tragica. Alla fognatura che scarica a cielo aperto per colpa di alcune rotture, si aggiunge l’enorme volume delle acque meteoriche provenienti dal cimitero comunale, che secondo i firmatari di una vibrata protesta consegnata al protocollo lunedì 16 novembre, non sarebbero raccolte e convogliate secondo le norme. La strada ha ceduto, ed il muro di una casa appare pericolosamente inclinato. Probabilmente il Comune inserirà la richiesta di interventi nell’elenco in via di
predisposizione dei danni inscrivibili a quelli provocati dalla “calamità naturale” del 14 ottobre. Un tentativo comprensibile ma difficilmente attuabile, se risulteranno corrispondenti al vero le eccezioni sollevate nella lettera sottoscritta da 20 persone e corredata da foto piuttosto eloquenti. Il dott. Stefano Biacioni, direttore della filiale di un importante Istituto di Credito, ha preso a cuore la vicenda, facendosene portavoce presso gli enti interessati.
Jackal
