Se qualcuno pensava di poter tirare un sospiro di sollievo ora che il gruppo industriale forte quanto quello di Arcese ha rilevato totalmente la Sar, dovrà aspettare.
Sì, perché i lavoratori sono ad un bivio: lavorare sì, ma alle condizioni che detta l’azienda. Sarebbe stata recapitata in questi giorni una lettera. In sostanza, si farebbe riferimento ad un accordo da sottoscrivere. Si parla di tre possibili destinazioni (trasferimento presso altre unità): Sommacampagna, Busto Arsizio, Piacenza. Inoltre si profilerebbe la possibilità di un taglio consistente alle trasferte (la trasferta giornaliera di base proposta dall’azienda è pari a 12,50 euro, di giorno e di notte – cioè un ¼ di quello che era normalmente fino a poco tempo fa). “Era stata convocata per inizio settimana scorsa – spiega un autista – una riunione a Roma, con sindacati e azienda. Poi la riunione è stata improvvisamente rimandata… qualcuno di noi si è già rivolto ad un avvocato, molte cose non sono chiare. Mi dicono di presunti tentativi di accordo singoli. Se fosse vero non è accettabile”. Insomma, l’attuale fase di transizione è delicatissima, visto che in ballo ci sono posti di lavoro. In molti si dicono pronti a dare battaglia. L’attenzione dell’intero territorio sulla questione Sar-Arcese è altissima: come molti sanno infatti la Sar lavora anche per la Burgo. Questa dovrà affidare il trasporto della carta ad altri, oppure continuerà ad utilizzare l’attuale servizio? IM
