(di Alessandro Iacobelli) Otto schiaffi in due partite. Due batoste, due tracolli netti e senza storia. I precedenti di Napoli-Frosinone in Serie A sono facilmente sintetizzabili in poche parole.

Due sconfitte con il medesimo risultato: 4-0. Partenopei col vento in poppa al cospetto delle rispettive truppe canarine rassegnate ad una mesta retrocessione in cadetteria.

14 maggio 2016. Un San Paolo vestito a festa gonfia il petto per rendere omaggio ai ragazzi di mister Sarri che archiviano il campionato al secondo posto, alle spalle della dominatrice Juventus, a quota 82. Bomber Higuain, capocannoniere con 36 reti all’attivo, si scatena proprio quella notte con una tripletta da standing ovation e ultimo gol in mezza rovesciata su assist di Mertens. Ricordiamo pure l’espulsione del centrocampista gialloazzurro ciocicaro doc Gori. La squadra guidata da mister Roberto Stellone, tra l’altro ex attaccante degli azzurri dal 1999 al 2003, scrivono i titoli di coda del torneo fermandosi al penultimo posto con 31 punti totalizzati.

8 dicembre 2018: nel giorno dell’Immacolata si gioca al San Paolo la seconda sfida in massima serie tra campani e laziali. Sulle panchine si accomodano Carlo Ancelotti e Moreno Longo. I partenopei viaggiano indisturbati verso una vittoria roboante, i canarini provano a limitare la bufera trovando di fronte una palese superiorità tecnico-tattica. Sblocca subito Zielinski con un diagonale mancino rasoterra al 7′. Raddoppia Ounas al minuto 40 con un bolide dai venti metri. Nella ripresa sale in cattedra Milik con una doppietta da vero opportunista tra il 68′ e l’84’. A fine corsa campionato da un lato il Napoli stazionerà in seconda piazza a quota 79 (scudetto alla Juventus con 90 punti) con accesso alla Champions League. Il destino dei ciociari si tradurrà in un’altra anonima retrocessione in Serie B.