CALCIOMERCATO – Frosinone: dal Napoli oltre a Zerbin potrebbe arrivare il baby fenomeno Popovic

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Dategli un pallone e lasciatelo libero. Ecco, Matija Popovic sintetizzato in un paio di scarni concetti. Nato ad Altötting in Germania l’8 gennaio 2006, ma di nazionalità serba, è nato calcisticamente nel Vojvodina per poi approdare al Partizan.

Nel vivaio bianconero di Belgrado tutta la trafila fino alla selezione Under 19. Per lui in Kadetska liga un totale di 25 presenze con 21 reti 5 assist (numeri folli tra i ragazzi). Vanta pure 10 gettoni con la Nazionale Under 17 serba. Attualmente è svincolato. Sul suo profilo c’è mezza Europa tra Inghilterra, Germania, Portogallo e non solo. In Serie A il Milan si è fatto avanti per poi scomparire misteriosamente. Sul gioiellino balcanico è fortissimo l’interesse invece del Napoli di De Laurentiis e del direttore Meluso. I partenopei potrebbero chiudere l’affare nelle prossime ore e, con ogni probabilità, andrebbero a girare Popovic al Frosinone di Stirpe e Angelozzi. Stiamo parlando di un trequartista (ruolo maggiormente indicato e frequentato dal ragazzo) dalle peculiarità decisamente inusuali. Alto 1 metro e 93, longilineo, baricentro elevato. Il buon Matija (dai filmati presenti sul web con annesse analisi tecnico-tattiche-comportamentali) possiede un repertorio tecnico arricchito da una fantasia davvero fuori dal comune. Portatore sano di dribbling, veloce nella conduzione della sfera tra i piedi, capace di servire i compagni di reparto con passaggi filtranti illuminanti. Difetti? Forse troppo innamorato di quel pallone che rotola. Dal punto di vista fisico, ed è comprensibile vista la giovane età, deve mettere massa. Trequartista? Ala? Seconda punta? Punta centrale? La prima opzione, come detto, è quella prediletta dal giocatore. Nello scacchiere gialloazzurro di mister Eusebio Di Francesco andrebbe ad occupare il settore offensivo insieme ai vari Soulé, Baez, Caso (in partenza?), Kvernadze, Cheddira, Kaio Jorge, Cuni. Senza dimenticare l’imminente (sembra ad un passo) ritorno di Zerbin.
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