(di Alessandro Iacobelli) “Mambo Salentino” sabato al Via del Mare. Alle 15 Lecce e Frosinone si sfideranno in un match non banale in chiave salvezza. Di fronte due squadre organizzate, consapevoli e con una precisa identità tattica. Giallorossi e gialloazzurri non sono distanti in classifica (17 punti per i pugliesi, 19 per i ciociari).
Le compagini giungono al bivio della 16° giornata di campionato con stati d’animo sostanzialmente identici. Due pareggi hanno contraddistinto il turno precedente per entrambe le truppe. Falcone e compagni hanno strappato un discreto 1-1 contro l’Empoli, mentre i canarini hanno impattato a reti bianche con il Torino allo Stirpe. Da sottolineare un risvolto storico che forse in pochi ricordano. Mister Di Francesco infatti è un ex della gara. Nell’estate del 2011 il tecnico abruzzese fu chiamato proprio dal club salentino per accomodarsi sulla panchina giallorossa. Eusebio però accettò di vivere un’avventura non semplice con la proprietà dirigenziale pronta, di lì a poco, a fare un passo indietro al primo acquirente degno di nota. L’esperienza da trainer al Via del Mare durò fino a dicembre, quando subentrò Serse Cosmi, ma Di Fra conserva ancora oggi una bellissima immagine di quel popolo tanto gentile e passionale. Senza dimenticare pure il segno più che soddisfacente lasciato di recente dal figlio Federico (adesso al Palermo). Queste le parole di Eusebio Di Francesco nel conferenza stampa di rito a due giorni dall’incontro: “Mazzitelli non ce la farà, sta lavorando ancora a parte. La speranza è di riaverlo a disposizione con la Juventus. Abbiamo avviato un percorso per poterlo riavere dalla prossima in campionato. Monterisi non si è allenato con la squadra, credo che domani sia il giorno dell’esame più importante per capire se almeno lo avremo a disposizione. Permettetemi di fare i complimenti a Monterisi: io non l’ho visto tra il primo e secondo tempo di domenica scorsa ma aveva una caviglia che era il doppio di quella normale ed è riuscito a giocare 95’. E questo fa capire che il giocatore dal punto di vista mentale, del senso di appartenenza c’è in maniera assoluta. E per questo gli vanno fatti i complimenti per essere rimasto in campo ed aver fatto anche un’ottima prestazione”. Oyono e Lirola sulle corsie? Chi a destra e chi a sinistra? “Dipende anche da chi gioca nel Lecce, dipende dalle loro ali. L’unico in dubbio nel Lecce sembra sia Almqvist. Secondo me è più abituato Oyono a giocare a sinistra rispetto a Lirola. Noi dobbiamo valutare prima le caratteristiche dei nostri giocatori. Ma bisogna dire che Oyono ha un piccolo problemino emerso ieri (mercoledi, ndr), da rivalutare anche lui venerdi. In difesa siamo striminziti ma in particolar modo nella zona esterna dove abbiamo solo Oyono e Lirola. Detto questo valuterò anche il discorso legato alle caratteristiche degli avversari. Augurandomi di poter recuperare Oyono per sabato”. Le scelte in attacco… “Partiamo dal presupposto che decide sempre l’allenatore chi e quando gioca, non facciamo scegliere ai nostri giocatori se e quando giocare. E non lo dico per Kaio Jorge, è un ragionamento a livello generale. Non siamo al club di amici. Allo stesso tempo abbiamo due partite, sabato la più importante e quindi quella di Coppa dove vogliamo andare a fare la nostra grande figura. E poi c’è la Juventus. Col Lecce voglio mettere in campo i giocatori che riterrò nelle condizioni migliori per poterla affrontare. Ah, nel gruppo dei giocatori in dubbio dimenticavo anche un problema per Cuni. Domani, lo ribadisco, è una giornata molto importante per capire chi ha recuperato. Come usciremo sabato dalla partita di Lecce, valuteremo la migliore formazione per martedi e dal giorno successivo penseremo al sabato per la Juventus”. Da calciatore Di Francesco siglò 30 reti. Nella mediana canarina chi si avvicina di più alle caratteristiche che aveva il mister? “Per la precisione furono 32, ci tengo eh! Al di là della battuta è importante che i centrocampisti facciano gol ma mi auguro anche che i nostri attaccanti inizino a fare gol in ottima salvezza prima possibile. Soprattutto anche per l’aspetto mentale che li riguarda, è fondamentale. Brescianini è un giocatore che sta crescendo tantissimo, che si avvicina che se è mancino alle mie caratteristiche. A differenza di un Harroui che si fa preferire per la profondità della sua azione o di un Gelli che sa costruire bene. Brescianini ha le qualità per poter crescere tantissimo ed essere bravo ad inserirsi in zona gol attraverso dei movimenti che noi facciamo spesso e che lui è bravo ad interpretare. E’ ovvio che è un ragazzo giovanissimo, anche io in giovane età facevo fatica a fare gol mentre con l’esperienza e il tempo ho acquisito maggiore consapevolezza per andare a cercare la soluzione”. Le condizioni di Gelli, Harroui e Lirola “Si sono allenati tutti e tre molto bene. Ho gestito di più Lirola in alcuni momenti degli allenamenti anche per portarlo a giocare sabato anche per le scelte forzate in quel ruolo. Harruoi ha alternato ottimi allenamenti, sono molto contento di quello che ha fatto. Ne parlavo con lui oggi dopo l’allenamento, mi ha detto che ha fatto fatica ma nell’accezione positiva del termine perché sta cercando di trovare la migliore condizione. Un conto è fare le corse da soli, un altro giocare in partita. Già lo vedo in prospettiva della gara di sabato a Lecce diversamente rispetto ad un suo potenziali impiego nella partita con il Torino”. Che Lecce vedremo all’opera sabato pomeriggio? “Faccio i complimenti a Roberto D’Aversa. Siamo amici, è delle stesse mie parti e spesso giochiamo anche a padel insieme e contro. Sta facendo un grande lavoro, ha dato una precisa identità al Lecce che cerca di essere aggressivo e mostra tanti aspetti positivi. Sono contento per lui, si sta prendendo anche qualche piccola rivincita e belle soddisfazioni. Siamo stati accomunati per certi versi dal periodo un po’ buio. Il Lecce è un’ottima squadra composta da ottimi giocatori che hanno acquisito consapevolezza rispetto al primo anno di serie A, formazione solida che sa quello che vuole”. Sulle polemiche scaturite dopo l’arbitraggio di Frosinone-Torino “Io penso che si sta parlando di un episodio di una partita. Personalmente non mi avete mai sentito parlare degli arbitri alla fine di una partita o mezzi rigorini o altro. Credo che in quello che ho letto ci sia della faziosità. Ed è una cosa che a me non piace. Io cerco di essere il più possibile obiettivo. Invece sono stati fatti discorsi faziosi e di parte dopo la gara col Torino. E mi fermo qui. A me hanno fatto più piacere i complimenti che ha fatto alla mia squadra l’allenatore (del Torino, ndr). Ho anche letto che il Torino è rimasto al palo. Sì, ha preso un palo da 30 metri che sta più nelle qualità del calciatore. Noi di pali ne abbiamo presi 10. Io invece inviterei tutti a vedere le occasioni avute dal Torino e quelle del Frosinone. Credo che ci sia una sostanziale differenza. A noi le chiacchiere dei favori non ci interessano, quello che ci siamo guadagnati sul campo è arrivato attraverso un duro lavoro”. Quell’avventura in Puglia nel 2011… “Ci sono tornato negli ultimi anni sia in vacanza ma anche perché ci giocava mio figlio e io ero libero per poter andare a vedere le partite. C’è un grande entusiasmo. E’ anche un ambiente non facile. Allora ero un giovane allenatore, arrivai in una Società che voleva vendere. C’erano i Semeraro. Alla prima conferenza dissi che volevo riportare gente allo stadio ma la Proprietà mi fece capire altro. Non siamo partiti benissimo. Poi non è andata come doveva, io ero alla prima esperienza in serie A. Anche quell’anno ricordo una partita particolare: col Milan passammo da 3-0 a 3-4. Certi colpi li ho da allenatore, dopo un primo tempo magnifico ci siamo ritrovati con 3 gol di Boateng che li faceva da tutte le posizioni. Ed era anche una partita che si giocò alle 12.30, come quella a Cagliari. Comunque città e gente stupenda, mi sono trovato benissimo. Il valore umano delle persone è stato importante”. Come gestire al meglio tre impegni in pochi giorni? “Anche sul fatto che fuori casa abbiamo fatto pochi risultati. E far capire ai ragazzi che per noi non deve cambiare l’approccio, l’attenzione e applicazione che abbiamo in casa. Stiamo lavorando anche sull’atteggiamento. E’ la filosofia del Frosinone, magari può cambiare qualche strategia. Ma è la filosofia che stiamo portando avanti dall’inizio”.
