SERIE A – Verso Milan-Frosinone, Di Francesco: “Fuori casa serve maggiore concretezza. Rossoneri abituati ai doppi impegni” (VIDEO)

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Operazione Diavolo. Il Frosinone sabato sera sfiderà il Milan per la quattordicesima giornata di campionato. Al Meazza Di Francesco vuole la solita squadra sorridente, coraggiosa, ambiziosa e priva di timori reverenziali. La truppa rossonera è affetta da un leggero singhiozzo: il 3-1 patito in casa per mano del Borussia Dortmund in Champions League ha fatto scattare un campanello d’allarme sulla stabilità del posto di Pioli. Vietato però credere che sia un impegno anche minimamente agevole. Sarà tosta, ma quel pizzico di spensieratezza non deve mai mancare.

D’altro canto i gialloazzurri, al top moralmente dopo il successo in extremis sul Genoa, devono annotare sul proprio taccuino alcuni nomi di giocatori acciaccati. In avvio di conferenza stampa pre-match lo stesso mister abruzzese ha sottolineato i dubbi sulla possibile convocazione di Brescianini, Mazzitelli e Gelli. I tre infatti si sono allenati a parte anche oggi. Su Lirola si nutrono speranze di rientro la prossima settimana, mentre Marchizza ne avrà per un po’ (l’ex Spezia torna nel 2024? Probabile). Queste le parole del tecnico dei ciociari: “Nelle gare fuori casa ci sono tante componenti alle quali aggiungiamo anche la necessità di una maggiore convinzione. Dobbiamo liberarci dalla testa di questo ostacolo. L’ultimo punto lo abbiamo fatto a Salerno. Bisogna cercare di affrontare la partita fuori casa col piglio giusto. Qui in casa invece ci sentiamo più forti nell’andare ad affrontare gli avversari. Sicuramente questo modo di pensare va modificato”. Il jolly Garritano “Garritano è uno di quelli che ho fatto giocare in più ruoli. Sono tutte valutazioni che stiamo facendo. Ma non vi soffermate sulla formazione. Ci sono sempre cinque cambi da fare che possono dare un altro volto alla gara. A me piace tenere tutti sulla corda”. Quale aggettivo aggiungere al successo contro il Genoa e su cui fare affidamento anche a Milano? “Credo che possiamo aggiungere concretezza, quella che ci è mancata un po’ fuori casa finora anche a fronte di ottime prestazioni. Essere più attenti più attenti nei vari momenti, in difesa, e concreti davanti la porta rispetto a quello che abbiamo fatto invece in casa”. Equazione DiFra: meno frenesia, più pazienza “Fortunatamente ne abbiamo dato anche prova concreta. Il campionato più va avanti e più cambia sembianze, le squadre iniziano a conoscersi meglio per cui dovremo essere più bravi a cercare soluzioni differenti. Ed è necessario avere sempre più pazienza. Nel primo tempo col Genoa, l’ho già detto, siamo stati frettolosi alla ricerca del gol. Non dobbiamo avere fretta, bisogna essere bravi e attenti. E tutto questo fa parte di un momento di crescita”. Come ci si sente a stare costantemente sulle montagne russe? Condizione tipica degli allenatori “A me le montagne russe non sono mai piaciute, in generale. Anche perché ogni volta che ci andavo per i miei figli, ci stavo male. Non è piacevole per un allenatore ma fa parte del lavoro. Mi dispiace tantissimo per Fabio perché aveva intrapreso questo percorso, poi ci sono state tante vicissitudini ed ha anche rischiato di perdere un occhio. Questa però è la nostra vita, siamo costantemente sotto esame. Non conosco la situazione che vive Pioli e non entro nel merito. Personalmente do poca importanza a queste voci. Credo che la forza di un allenatore sia la presenza e la fiducia della Società. Una Società solida che crede nel suo allenatore. A me è successo di andar via dopo 3 giornate, giocando anche buone gare. Ci rimani male ma devi avere la forza di mettere tutto da parte. Dico sempre a tutti di prendere questa esperienza come un grandissimo momento di crescita”. La partita di Champions League peserà sul corpo e sulla mente dei rossoneri? “Il Milan è abituato ad avere doppi impegni. Quando allenavo il Sassuolo si faceva più fatica con giocatori poco abituati ed anche poco preparati, il Milan al contrario ha tanti giocatori invece abituati a questo tipo di impegni, al pari dell’allenatore. E poi si va a giocare a San Siro, in un ambiente particolare nel quale loro si sentono nettamente più forti. Dobbiamo essere bravi a concentrarci su noi stessi, a tapparci le orecchie e giocare come sappiamo”. Monterisi a destra e Oyono a sinistra: soluzione praticamente obbligata? “Eh sì, anche perché se ci guardiamo intorno non abbiamo tante alternative. Ma possiamo proporre soluzioni differenti che possono tornarci utili, le abbiamo provate cercando di adattare un centrocampista ad un ruolo più esterno. L’ho fatto anche in settimana con lo stesso Garritano e con Baez, con un po’ di giocatori che possono avere quelle caratteristiche delle quali puoi aver bisogno durante lo svolgimento della partita”. La corsa scatenata dopo il gol di Monterisi? Puro istinto e amore verso la curva “Mica ero io… Scherzi a parte mi è venuto istintivamente di esultare, ero convinto di poterla vincere. Ci abbiamo creduto e questo pensiero positivo ho voluto condividerlo con la Curva che è stata sempre al nostro fianco, come ho detto anche nel post-gara”. Milan in difficoltà? Non scherziamo “Sono convinto che i tifosi del Milan staranno vicini alla squadra. Io penso ai miei, all’abitudine a giocare in determinati stadi e in certi ambienti. Porto un esempio: a Cagliari sullo 0-3 c’era tanto malumore tra i tifosi del Cagliari che poi invece ha avuto l’effetto di caricare i loro giocatori. Dipende sempre dalle caratteristiche e dal carattere che hanno i giocatori in campo. Non penso che il Milan attraversi un momento disastroso. Parlerei invece di un momento di difficoltà, con tanti infortuni. Ha perso col Dortmund ma ha avuto tante opportunità per andare prima in vantaggio, poi per rimettere la testa avanti e quindi per rimediarla. Per cui è una squadra viva, che ha delle assenze. Come le abbiamo noi”.
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