(di Alessandro Iacobelli) “Io dovrò cambiare”, cantava così il compianto Alex Baroni in un toccante brano anni ’90. Sì, il calcio si prepara a vivere una autentica rivoluzione. Presto infatti gli arbitri sventoleranno il cartellino arancione. In buona sostanza stiamo parlando di una espulsione a tempo. Si parla di 10 minuti di esclusione per un giocatore.
In realtà, come molti già sanno, tale provvedimento è ampiamente utilizzato in altre discipline sportive di squadra. Dall’Hockey su ghiaccio alla pallanuoto, passando per pallamano e pallavolo. Nel primo caso la penalità dura soli 2 minuti ed il colore del cartellino mostrato dal direttore di gara è blu. Negli episodi più gravi però la punizione può toccare i 10 minuti. In altri contesti, come nella handball, l’arbitro esegue un gesto nei confronti dell’atleta colpevole dell’irregolarità e lo stop dura 2 minuti. Particolare il regolamento nella pallanuoto. Il giocatore espulso per un fallo dovrà rimanere in attesa 20 secondi all’interno della cosiddetta area del ‘pozzetto’. Dopo tre momentanee espulsioni il giocatore colpevole sarà definitivamente escluso dal match e la sua squadra dovrà effettuare una sostituzione. Nel volley infine l’arbitro sfodera nel medesimo istante i cartellini gialli e rossi e l’espulsione è valida per l’intero arco di un set. Di recente l’International Football Association Board ha approvato il nuovo provvedimento annunciando che il meccanismo verrà usato, in fase sperimentale, durante la FA Cup in Inghilterra. In quali casi l’arbitro ricorrerà al cartellino arancione? Fari puntati soprattutto su proteste e falli tattici. L’IFAB ha analizzato l’esempio della trattenuta di Giorgio Chiellini ai danni di Saka nella finalissima dell’ultimo Europeo a Wembley.
