(di Alessandro Iacobelli) Benvenuti a Frosinonelandia. Empoli ko 2-1. Gioco, spettacolo, gol, spavento e apoteosi finale. Quattro vocaboli per sintetizzare la notte dello Stirpe. I fantasmi di Cagliari si stavano minacciosamente avvicinando dopo il timbro di Caputo. L’eventuale epilogo nefasto non avrebbe resto giustizia alla prova maiuscola dei gialloazzurri.
Primo tempo interessante ma perennemente impreciso in fase di stoccata vincente. All’intervallo Eusebio ha predicato calma e gesso, sì, ma anche perseveranza nel cercare con encomiabile insistenza la porta dei toscani. Nella ripresa la grandine ciociara si è scatenata sul muro dei ragazzi di Andreazzoli. Prima Cuni, poi Ibrahimovic. Uno-due letale, mortifero. Infine la grande paura con il buon Ciccio Caputo ad insaccare alle spalle di Turati per donare linfa ai compagni. No, un’altra volta no. Dopo sei minuti di recupero il pubblico dello Stirpe scatena la goduria per un successo d’oro in chiave salvezza. Si sale a quota 15 e tra una settimana si va a Milano per sfidare l’Inter di Inzaghi e Lautaro. Nell’immediato post partita queste le parole in conferenza stampa di Eusebio Di Francesco: “Sì, la squadra è stata determinata. Io aggiungerei di aver visto anche una squadra qualitativa. Cedo che la squadra abbia espresso una grande qualità, voglia di andarsela a prendere. Siamo partiti con 10’ fatti male, sapevo che dovevano ‘ripulirci’ dalle scorie di 120’ di Torino. Poi ho visto progressivamente il Frosinone crescere. Nel secondo tempo ci sono stati 20’ nei quali non so quante volte sono usciti loro dalla metà campo. Mi dà soddisfazione vedere questa squadra giocare. Questi ragazzi hanno voglia di apprendere, di crescere, di migliorarsi. E poi mi è piacito anche vedere la gente divertita per quello che facevamo, sentivo che c’era il piacere che la gente gioiva per ogni nostra giocata. E questa per me è un’altra grande soddisfazione”. Tutti pazzi per Ibrahimovic “Un mese fa volevo farlo giocare titolare a Roma, lo dissi. Poi ho preferito prendere un’altra strada, fargli fare un altro percorso perché vedendo gli allenamenti ho pensato che potesse rappresentare un rischio e avrei rischiato di bruciarlo. Durante gli allenamenti qualche ‘cicchetto’ gliel’ho dovuto fare, da papà. Perché i ragazzi pensano di poter giocare tutte le partite ma non hanno la pazienza di aspettare il momento. Avere pazienza significa prepararsi al momento, non certo stare seduti ad aspettare. Perché io darò le chances a tutti, questo deve essere un segnale per l’intero gruppo”. L’ottima prova di Reinier “E’ una mezz’ala per me, dipende sempre dal sistema di gioco. Alla fine diventa un trequartista per il lavoro che sa svolgere, per la qualità che sa esprimere. E’ un giocatore che c’è, se andiamo a guardare i numeri sotto il profilo fisico. E lui gioca perché c’è, in caso contrario non giocherebbe. Lavora anche per la squadra, dà qualità, riesce anche a trascinare la gente col suo modo da lavorare in campo. Ma non deve eccedere. Questa è una squadra che ha poca esperienza in questo campionato. Aggiungo non a caso il nome di Cuni, giocava in serie C in Germania. E’ tutto un discorso, come dicevo prima, di qualità. Ripeto: tutti verranno premiati in questo Frosinone perché l’obiettivo non sono io, Ibra o un altro: l’obiettivo comune è il ‘noi'”. Con Andreazzoli stima reciproca “Ringrazio Aurelio, tra noi c’è ottimo rapporto e stima reciproca. Lo ripeto: questa per me è una grande soddisfazione. Ma a me fa più piacere vedere che loro si divertono. A Ibrahimovic e Reinier, prima della gara, mentre davo loro le ultime disposizioni tattiche, ho detto: smile and fun, sorriso e divertimento. Questa è la base. Poi deve esserci la capacità di stare in campo. Loro sono giovani, si devono divertire e continuare su questa strada. Senza avere pressioni, La partita di Cagliari per noi deve essere un punto di riferimento per quello che non dobbiamo fare. Quindi mai abbassare la guardia”. Dopo il 2-0? La voglia è sempre quella di farne un altro “Di fare il terzo gol, anche i cambi erano stati fatti in tal senso. L’intuito mi ha portato a fare quei cambi, non volevo che la squadra si abbassasse perché facciamo fatica quando ci abbassiamo. Preferisco prendere qualche rischio, prendere qualche ripartenza ma poi andare a recuperare palla nella loro metà campo. Non so davvero quante ne abbiamo recuperate stasera, penso tante”. Linea verde alta qualità “Quando vinci è tutto più bello. A Frosinone sono appoggiato in tutto e per tutto. E bisogna avere coraggio, forza e non farsi troppi problemi. Noi venivamo da una partita che avrebbe potuto segnarci negativamente. Ma la reazione della squadra è stata ottima, personalmente ho dato un messaggio che andava dato in quel momento: serenità”. Il gol di Caputo e i fantasmi di Cagliari “Non è giusto dicevo dentro di me. A questi ragazzi piace farmi soffrire. Ma col tempo arriveremo a vincere in maniera diversa”.
