Verso Frosinone-Empoli, carica Di Francesco: “Salvezza unica direzione, la strada è quella giusta”

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Cagliari? Sarà una lezione per tutti. Il Frosinone ha voltato immediatamente pagina espugnando il campo del Torino in Coppa Italia. Ora testa all’Empoli. Lunedì allo Stirpe arrivano i toscani di Andreazzoli.

Umiltà e determinazione. La strada è quella giusta: gioco e coraggio per toccare la vetta sospirata della salvezza. Lo sa Di Francesco, lo sa la squadra gialloazzurra, lo sa il direttore Angelozzi, lo sa Stirpe. Il ribaltone in terra sarda servirà da essenziale insegnamento per un manipolo di ragazzi dal talento smisurato ma inevitabilmente soggetti a trappole come quella patita ad opera di Pavoletti e compagni. In mattinata la truppa ciociara ha svolto una seduta di allenamento alla Città dello Sport di Ferentino. Lavoro personalizzato per Gelli e Harroui, differenziato per Kalaj. Caso, Bidaoui e Cuni sono tornati in gruppo. Gli altri sono a completa disposizione. Probabile formazione? Proviamo ad azzardare. Oyono, Okoli, Romagnoli e Marchizza davanti a Turati. In mediana Brescianini, Barrenechea e Reinier (o Garritano). Cheddira (o Kaio Jorge) punta con Soulé e Baez a supporto sulle corsie. Mister Eusebio Di Francesco ha presentato con queste parole la sfida di lunedì contro l’Empoli: “Credo che vista l’ultima partita che abbiamo giocato in campionato a Cagliari, tutto quello che andremo fare d’ora in poi ci dovrà imporre grande attenzione. Conosco benissimo il tecnico dell’Empoli Andreazzoli col quale ho lavorato in passato, so come ragiona e come lavora con le proprie squadre alle quali cerca di dare una identità precisa. L’Empoli ha spiccate qualità offensive, è una squadra che ha palleggio anche se non spiccata fisicità come altre avversarie che abbiamo affrontato, è pericolosissima nonostante abbia fatto poche reti, ma viene fuori da prestazioni dal mio punto di vista veramente ottime. Ha subìto un po’ la gara con l’Atalanta che si è messa male subito ma è una squadra che prepara bene le partite e da prendere con le molle. Noi dovremo controbattere in maniera adeguata sotto tutti i punti di vista, ben sapendo da che tipo di partita arriviamo nella quale abbiamo sprecato energie fisiche e nervose importanti”. Vedremo in futuro il giovane Ibrahimovic largo in un attacco a tre? “Secondo me sì. Lui nasce centrocampista offensivo. Ancora non ha fatto 18 anni, non dimentichiamolo. E’ una questione di maturità dal punto di vista tecnico-tattico. Deve migliorare tantissimo ma ha dimostrato a Torino una crescita a tutti i livelli, anche in quello difensivo. A Torino è cresciuto alla distanza, deve e può fare di più. Era partito un po’ disordinato. Ci teniamo la sua prestazione perché ha fatto capire che ci può stare. Per poter veramente valutare i giocatori vanno comunque messi in campo, osare, provare, capire e trovare la dislocazione giusta per farlo rendere al meglio. Può giocare nel 4-3-3”. Ripartire dal buono di Cagliari, senza dimenticare gli errori commessi “Ripartiamo da Cagliari: se siamo andati sul 3-0 qualcosa di buono abbiamo fatto, il problema è che siamo riusciti me compreso a rovinare tutto. Mi ha dato fastidio e l’ho subìta. Ma anche questo fa parte di un certo percorso e lo sappiamo. Poi bella la reazione che hanno dato i ragazzi a Torino a tutti i livelli, anche psicologico. E da lì che dobbiamo ripartire, cercando di limitare gli errori. Quanto ai singoli che lei cita: Lirola fino a quando ha giocato a Cagliari ha fatto un’ottima gara. Di Ibrahimovic abbiamo detto. Di Kaio Jorge sono contentissimo, lo stiamo gestendo durante gli allenamenti. E’ ovvio che lui ha 25’-30’-40’ nelle gambe, ma va centellinato. Però sulle qualità non stiamo qui a discutere, noi sappiamo di avere qui un valore aggiunto”. Guai a sottovalutare le potenzialità dei toscani “Credo che l’Empoli abbia giocato sempre con una formazione totalmente differente da quando c’è Andreazzoli. C’è Fazzini che ritengo sia un ottimo giocatore, c’è Bastoni che ha grande esperienza, lo stesso Baldanzi che è più un trequartista anche se può ricoprire più ruoli. L’Empoli, dove io sono cresciuto e dove sono arrivato a 15 anni e mi ha fatto diventare ometto, ha sempre lavorato bene con i giovani. Li ha fatti crescere, li fa crescere con serenità anche attraverso quelle partite che sono capitate a noi. Quindi attraverso gli errori”. Su Cheddira “Noi abbiamo 3 attaccanti, in solido hanno fatto solo 1 gol su rigore. Però non deve essere questa la priorità. Se l’’attaccante e lo stesso Cheddira si concentra solo sul gol, fa fatica a trovarlo. Sono contento invece del lavoro che sta facendo, in Coppa ad esempio ha svolto un gran lavoro. Sono convinto che appena tornerà a sbloccarsi anche lui troverà maggiore fiducia”. Rivedremo sugli esterni Oyono a sinistra e Lirola a destra o viceversa? “Oyono? E’ sicuramente una soluzione, non abbiamo un altro sinistro. Lo ha fatto anche lo scorso anno. Anche lo stesso Lirola può giocare a sinistra. Ma non è né il primo né l’ultimo, sono tanti i giocatori in A che giocano a sinistra pur essendo di piede destro. La Fiorentina ad esempio è venuta con due terzini sinistri”. Una sola direzione “Io la direzione già la conosco, ci dobbiamo salvare. La strada è quella giusta. Non ci possiamo permettere errori ma sono momenti di crescita. I mesi sono importanti per avere più giocatori a disposizione, stiamo recuperando Gelli, recupereremo Harroui, valuteremo quelli che arriveranno al meglio a questa gara”. Sulla condizione fisica dei singoli “Mazzitelli ha qualche fastidio. Caso non si è allenato con la squadra perché ha avuto una brutta influenza. Stiamo cercando di riportare tutti al meglio. Chi ha giocato 120’ ha fatto molta sala video anche se poi molte cose vanno riportate sul campo. Domani nell’ultimo allenamento capiremo meglio”.
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