SERIE A – Post Cagliari-Frosinone, Di Francesco: “Ribaltone inspiegabile. Ecco cosa è successo…”

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Un secondo tempo da incubo. Difficile trovare aggettivi calzanti per descrivere la ripresa di Cagliari-Frosinone. I ciociari hanno dilapidato tre reti di vantaggio rinunciando sostanzialmente al gioco. I sardi non hanno mollato la presa e la frittata si è materializzata: da 3-0 a 4-3. Oristanio, Makoumbou e il doppio Pavoletti hanno tramortito il Leone.

Nell’immediato post-partita mister Di Francesco ai microfoni di Sky Sport ha cercato di spiegare il crollo verticale dei suoi ragazzi nella ripresa della Domus Arena: “E’ inspiegabile per me una situazione del genere dopo essere stati in vantaggio di 3 gol. Fino a quel momento avevamo anche concesso qualcosa ma abbiamo giocato, creato tanto e tenuto il pallino del gioco. Poi abbiamo smesso di giocare, gestendo male quelle situazioni che il Cagliari che ci ha messo dentro tutto quello che aveva. Grande merito a loro e demeriti nostri. Ma sono qui a parlare di una cosa alla quale non riesco ancora a credere. Faccio a fatica a giustificare questi momenti che abbiamo avuto, dovevamo stare in partita e attaccarci al risultato. E invece non siamo stati bravi”. Quella inspiegabile paura dopo lo 0-3 in vantaggio “Può succedere, ci sono anche gli avversari di fronte che hanno fatto anche dei cambi che tendevano ad alzare il loro baricentro. Noi siamo stati meno bravi, dei giocatori che nel primo tempo avevano fatto benissimo sono un po’ spariti nel secondo tempo. Non permettendo quindi di ricreare quelle linee di gioco che avevamo visto nei primi 45’”. Conseguenze sul piano mentale? L’ordine è ripartire subito “Se vedete adesso la mia faccia rispondo di sì. Però adesso dobbiamo ripulirci velocemente, non possiamo guardarci troppo dietro. Veramente mi dispiace perché aver costruito tutto questo, aver messo in campo una squadra con 8 giocatori oltre il 2000 e venire a giocare una partita del genere e buttarla via in 25’ vuol dire che c’è qualcosa sulla quale lavorare, soprattutto a livello psicologico. Anche di semplice gestione della gara, come ad esempio un fallo laterale battuto non centralmente ma lateralmente, quelle piccole malizie che spesso mi meraviglio quando le mettiamo in pratica. Invece di buttarci a terra tutto il secondo tempo, bisognava pensare a giocare”. Il processo di crescita prevede anche questi colpi “Valuteremo tutto insieme a tempo debito. Sono giovani. E certi processi passano attraverso la crescita. Però non possiamo fare a meno di andare ad analizzare questa partita nel modo giusto, mi auguro che sia di grande insegnamento per i ragazzi. Io qualche esperienza in più l’ho già avuta, qualche schiaffo qui l’ho già preso, anche alla fine delle partite nella gestione. E sono un po’ stufo di prenderli. Abbiamo mostrato di essere squadra e poi, la cosa che mi fa rabbia, siamo diventati fragili. E questo deve indurci a riflettere e cambiare subito rotta”.
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