(di Alessandro Iacobelli) “Gentili ascoltatori, buongiorno. Dallo studio centrale Roberto Bortoluzzi”. Questa per decenni è stata l’intro della celebre trasmissione targata Radio Rai. Più che un mero format giornalistico, un autentico fenomeno sociale.

Il timoniere è lui, Roberto Bortoluzzi appunto. Il più grande gentiluomo che l’universo radiofonico abbia mai ospitato, così dicono colleghi e amici dell’etere. Dotato di un timbro autorevole e autoritario nel tono, senza però eccede mai nell’arroganza in onda, ha gestito il valzer dei collegamenti dai campi di A e B dal 1960 al 1987 con un garbo unico capace di calmare i bollenti di spiriti di iconiche primedonne del microfono come Ameri e Ciotti. Loro e il resto di una squadra eccezionale. Da Provenzali a Ferreti passando per Luzzi, Pasini, Nesti, Foglianese ed altri.
Una rito domenicale che accompagnava l’Italia e gli italiani nel racconto live dello sport più amato dello stivale. Riccardo Cucchi, interprete apprezzato della generazione successiva a quella dei miti assoluti delle radiocronache, nel libro “Clamoroso al Cibali, quando la radio diventa storia” (Minerva Edizioni), ha trasmesso ai più giovani la magia di un prodotto giornalistico che mai più si ripeterà.

Torniamo per un attimo a Bortoluzzi. Nato a Portici nel gennaio 1921, intraprese il cammino per entrare in marina ma ben presto comprese che la strada maestra era quella dell’etere. Entrò quindi nell’EIAR (poi RAI) realizzando in principio diversi servizi per il notiziario. Nicolò Carosio, Vittorio Veltroni, Sergio Zavoli e Guglielmo Moretti i genitori professionali del buon Roberto. Proprio con Moretti, dopo aver commentato alcune edizioni di Olimpiadi e Mondiali, architettò la nascita di “Tutto il calcio minuto per minuto”. L’intuizione embrionale arrivò da un format della radio francese. Il progetto fu testato alle Olimpiadi di Roma 1960 e nel giro di pochi anni si trasformò in un successo clamoroso. Merito pure di una sigla cult in grado di galvanizzare l’ascoltatore, tratta dal brano “A Taste of Honey” di Bobby Scott e Ric Marlow.
Oggi le voci inconfondibili sono quelle di Filippo Corsini, Francesco Repice, Massimo Barchiesi, Daniele Fortuna, Giovanni Scamaruzzino, Antonello Brughini, Sara Meini, Manuel Codignoni, Massimiliano Graziani. In FM, streaming o DAB è indifferente: la radio resta una fedele compagna di vita.