(di Alessandro Iacobelli) Era un flipper, quel Napoli da sballo. Maradona, Careca e Giordano: la Ma.Gi.Ca. Oggi la punta brasiliana compie 63 anni.
Tanti auguri ad uno degli attaccanti più funambolici e prolifici a cavallo tra gli anni ottanta e novanta del secolo scorso. Avrebbe paradossalmente meritato di più rispetto a quanto ha saputo in concreto sfoderare e ottenere sul terreno di gioco. Calcisticamente nasce e cresce nel Guaranì. in patria, fino al 1983. Da lì l’approdo al San Paolo (dal 1983-1987): oltre 50 reti in 67 gettoni. Estate 1987: Ivana Spagna lancia la hit “Dance Dance Dance”. A suon di samba Careca atterra in Italia e sposa il progetto del Napoli scudettato di Ferlaino. Gol, dribbling, trionfi e cadute a capo di un popolo perdutamente innamorato. In bacheca un campionato (il secondo dei partenopei) nel 1990, una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa (nel 1989 in finale contro lo Stoccarda).
Careca rimane all’ombra del Vesuvio fino al 1993, anche dopo il burrascoso addio di Maradona. Successivamente la pionieristica avventura in Giappone con la maglia del Kashiwa Reysol. Santos e Campinas le ultime fermate di un treno che in Campania ha fatto stropicciare gli occhi a una miriade di tifosi partenopei.
