Post Frosinone-Sassuolo, Turati euforico: “Per i canarini? Mi butterei nel fuoco”

Alesssandro Iacobelli
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(di Alessandro Iacobelli) Turati come Umberto Tozzi: “Ti amo”. Chiaramente il portierone canarino si riferisce al Frosinone. “Un corpo e un’anima”, diceva un altro celebre brano. Sul 3-2 il buon Stefano ha fatto il miracolo, quello probabilmente decisivo. Poi il lancio di Brescianini per Cheddira e il tap-in di Lirola per il poker. Nella sala stampa dello Stirpe il guardiano gialloazzurro arriva accolto dai giornalisti che si complimentano per la prova da urlo.

In estate lui voleva il Frosinone, Di Francesco voleva lui e i ciociari volevano Turati. Prendiamo spunto dal tormentone di Annalisa per spiegare quello che il Direttore Angelozzi ha compiuto in sede di mercato. Fumata bianca grazie anche al passaggio di Boloca in neroverde ed il conseguente trasferimento di Marchizza e Harroui nel capoluogo. “La mia parata nel finale? E’ stato emozionante quando i tifosi hanno iniziato a cantare il mio cognome. E’ una gran parata – sottolinea lo stesso Turati – senza dubbio ma il colpo di testa non era nemmeno troppo veloce. Una bella parata ma ci sono state una serie di combinazioni che ti permettono di fare una cosa del genere”. Dopo lo 0-2 del Sassuolo il momento più complicato “Il momento più difficile è stato quando dopo lo 0-2 abbiamo rischiato il terzo gol. Secondo me per demeriti nostri. Sono stati 5’ nei quali non eravamo in partita, ci può anche stare. Io ho smesso di aspettarmi partite grandiose, io cerco di vivere le partite. Ho 22 anni, gioco in serie A e credo che di più bello non ci sia altro. Personalmente credo che ci sono tanti aspetti nei quali debbo migliorare, sono a che molto giovane e me ne rendo conto anche io. Giorno dopo giorno cerco di mettere un tassello in più nel mio bagaglio tecnico”. Noi, ragazzi di oggi “Siamo tanti ragazzi, con qualche giocatore più esperto, che ogni giorno vanno ad alta velocità. Siamo una squadra che ha talento ma che rispetto ad altre squadre è inferiore su altri aspetti, a livello di individualità. Ma siamo squadra unita, gruppo vero. Perché certe partite se non lo sei sia dal punto di vista tecnico che fisico e mentale non le recuperi e non fai quello che hai fatto. Oggi chi è entrato dalla panchina sembrava assatanato. Secondo me possiamo giocarcela con tutti se continuiamo a pensare giorno dopo giorno di mettere dentro tanto di nostro”. “Per la salvezza? Darei la vita” “La mia parata? Io voglio solo salvarmi, non riesco a pensare ad altro tutti giorni. Questa Società se lo merita. Per tutto quello che abbiamo fatto. Io darà la mia ‘vita’ per arrivare all’obiettivo-salvezza. Frosinone per me è la città nella quale mi sono sentito quasi a casa. Ti senti a casa quando nasci e cresci a Milano, poi quando sei a Frosinone senti le stesse sensazioni. E poi questa gente non so cosa abbia, ti trasmette qualcosa di incredibile. Mi butterei nel fuoco per il Frosinone. Sono troppo felice”.
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