(di Alessandro Iacobelli) Stagione 1979-1980: Tacconi a San Benedetto del Tronto. Un solo giro nella giostra marchigiana. Un ricordo bello e indelebile lasciato da colui che in breve tempo divenne uno dei portieri più quotati del panorama calcistico internazionale. Avellino, Juventus, Genoa e Nazionale per una carriera lunga e luminosa.
Perugino classe 1957, il buon Stefano recentemente ha dovuto combattere con le unghie e con i denti con lo spettro del male (colpito infatti da ischemia cerebrale) riuscendo ad uscire pian piano fuori dal tunnel con lodevole forza e sconfinata determinazione. In principio fu Spoleto. Di lì a poco, verso la metà degli anni ’70 del secolo scorso, l’approdo nel vivaio dell’Inter. Il trasferimento alla Samb avvenne dopo le esperienze vissute alla Pro Patria e al Livorno in Serie C1. All’epoca il club del patron Caioni partecipava al torneo di B. La squadra allenata prima da Maroso e dalla settima giornata da mister Bergamasco non riuscì però ad evitare la retrocessione archiviando la regular season al 17° posto in classifica. Un torneo vinto dal Como davanti a Pistoiese e Brescia.
In quella Samb giocavano interpreti di indiscusso livello. Basti pensare ad Antonio Sabato, che nelle annate successive indosserà anche la maglia dell’Inter. Tacconi tra i pali si disimpegnò al meglio con prove davvero superlative (38 gettoni totali). Tarzan divenne ben presto un uomo mercato richiestissimo. L’Avellino riuscì a strapparlo ad una concorrenza agguerrita. In Campania oltre 90 presenze dal 1980 al 1983. Il resto è storia nota. Dalla Juventus alla Nazionale tra titoli e fama mondiale.
Il successo però non ha mai cambiato lo spirito di una persona semplice e certamente aperta al dialogo. Anni or sono Tacconi si recò proprio a Sora (prossimo avversario nell’esordio in Serie D dei marchigiani al Tomei) per salutare i soci del locale Juventus Club. Una giornata in allegra compagnia che tanti ancora ricordano con affetto.
