Un’avventura incredibile in sella ad una bicicletta. Continua il viaggio entusiasmante di Giorgio Lucarelli. L’atleta sorano nelle ultime ore ha pubblicati sui profili social un post di aggiornamento.
“Terzo aggiornamento. Decimo giorno di viaggio. Percorsi – scrive Lucarelli – 852 chilometri con dislivello complessivo in salita di 11306 metri. Mi trovo Murghab, vecchio avamposto dell’esercito dell’ ex Unione Sovietica. Qualche giorno fa, mentre mi trovavo a Khorog, ho deciso un repentino cambio di programma. In questi dieci giorni ho subito dei forti rallentamenti, causa le continue frane che ci sono lungo il percorso, soprattutto nei pressi di Kalai i Khum. Conseguenza delle frane, sono i blocchi stradali anche per 8 ore, per consentire di ripristinare la viabilità con mezzi pesanti. Ho visto con i miei occhi un pezzo di sterrata andare giù al fiume”. “Quindi, da Khorog ho proseguito lungo tutta la M41 fino a Murghab. Il programma iniziale – continua – invece prevedeva il Corridoio di Wakhan, sempre da Khorog con un dislivello maggiore e poi tutta l’intera M41 fino a Dushanbe. Non voglio correre il rischio di perdere l’aereo il 16 Agosto. Non voglio però perdermi la fantastica Wakhan Valley, a pochi passi dall’Afghanistan, che affronterò da Alichur, quindi con un dislivello minore perchè mi troverò a oltre 3900 metri. Ho anche pensato di far ricorso a qualche taxi o passaggio se la situazione dovesse complicarsi. E veniamo a questa fantastica “pedalata”. Per la prima volta ho dovuto affrontare dei passi al di sopra dei 4000 metri di altitudine; esattamente il Koitezek a 4288 metri e il Neizatash a 4137 metri. A livello fisico, sono andato su davvero forte considerando il peso del “carretto” che devo spingere. Ho affrontato due notti in tenda in quota; ho dormito la prima notte a 4050 metri e la seconda notte a 4090 metri. Molto vento e freddo, in tenda 5,5°. Fuori, questa mattina all’alba -2°. Ho comunque tenda, sacco a pelo e indumenti altamente tecnici. Il momento peggiore è quando esco dal sacco per vestirmi… I paesaggi? “Maledettamente”, perché ti lasciano a bocca aperta, MERAVIGLIOSI”. “Ho percorso circa 200 chilometri sull’altopiano del PAMIR, ad una quota compresa tra i 3500 e i 4000 metri di altitudine, il più delle volte a testa in su per ammirare montagne di quasi 6000 metri. Ho pedalato – conclude – voltandomi a sinistra e destra per non perdermi nemmeno un attimo dello spettacolo, fermandomi e ripartendo con gli occhi pieni di stupore. Davanti a me, una finestra che si apriva lentamente ed io pronto a catturare e metabolizzare ogni istante di questo scenario. Chiedo scusa per le poche foto, che non rendono “giustizia” a questa parte di mondo; wifi lentissima che non mi lascia caricare altro. Domani c’è l’Akbaital Pass a 4655 metri dove terminerò la Pamir all’andata. Poi ci sarà il ritorno”.
