(di Alessandro Iacobelli) Sandro Ciotti: The voice. Unico, inimitabile, inarrivabile. Una vita con e per la radio. Guascone, corteggiatore e fumatore incallito, scanzonato. “Tutto il calcio minuto per minuto” si è trasformato ben presto in un fenomeno sociale italiano anche, e soprattutto, grazie a figure iconiche come appunto il cronista romano ed Enrico Ameri.
Loro insieme a Claudio Ferretti, Alfredo Provenzali, Carlo Nesti, Enzo Foglianese e tanti altri. Ricordi di un calcio e di uno stivale ormai perduto. Il 12 maggio 1996 Ciotti completò la sua ultima radiocronaca culminando così una prestigiosa carriera nell’ambito della comunicazione. Sport e tanto altro nella vita e nel lavoro del buon Sandro. Nato a Roma il 4 novembre 1928, violinista mancato e promessa del calcio da ragazzo nel vivaio della Lazio. Trilussa fu il suo padrino di battesimo e uno dei primi, tra l’altro, a conoscere la passione del giovanotto Ciotti per la scrittura ed il giornalismo. Entrò in Rai nel 1958 e in breve conquistò fama e successo con trasmissioni molto apprezzate. Una su tutte ‘Ciak’ in tandem con Lello Bersani. Mondiali, Olimpiadi, Festival di Sanremo: basta questo trittico di eventi per spiegare la sua poliedricità professionale. Queste le ultime parole da radiocronista di Sandro Ciotti al termine di Cagliari-Parma (2-0): “Soltanto 10 secondi per dire che quella che ho appena tentato di concludere è stata la mia ultima radiocronaca per la Rai, un grazie affettuoso a tutti gli ascoltatori, mi mancheranno!”. Morì nella Capitale a 74 anni il 18 luglio 2003. Per chi non ha avuto modo di ascoltarlo all’epoca consigliamo il documentario di Rai Storia ‘Sandro Ciotti, un uomo solo al microfono’.
