Dove eravamo rimasti? Delio Rossi torna in sella. A Foggia la situazione è complessa. La truppa pugliese attualmente occupa la quinta posizione nel girone C della Serie C in coabitazione con il Cerignola a quota 52. Nell’arco della medesima stagione in corso, però, si sono materializzati svariati avvicendamenti sulla panchina rossonera.
L’addio estivo di Zdenek Zeman e del direttore sportivo Pavone apre una voragine al timone della squadra. Il Presidente Canonico opta in principio per Roberto Boscaglia. L’ex trainer della Virtus Entella però dura fino a metà settembre quando giunge l’esonero. Dopo il brevissimo intermezzo con il collaboratore tecnico Antonio Gentile, ecco la firma di Fabio Gallo. L’altalena di rendimento sarà fatale anche al mister classe 1970 che lascia quindi il testimone a Mario Somma. Passano solo cinque giornate di campionato ed ecco il nuovo ribaltone: Somma si dimette dichiarando candidamente di non riuscire più a gestire lo spogliatoio dei satanelli.
Spazio ora ad un tecnico che per la categoria è davvero un lusso. Chi è Delio Rossi? Una giornata non basterebbe per snocciolare vita e opere dell’allenatore originario di Rimini. Nato nel 1960, da calciatore veste rossonero dal 1981 al 1987 lasciando un ottimo ricordo alla calda piazza meridionale. Appesi gli scarpini al chiodo, intraprende subito la carriera in panchina. Parte proprio con la formazione Primavera foggiana, sulle orme del maestro Zeman. Poi tanta Salernitana (in due distinti periodi). In terra campana il suo capolavoro più grande con il salto dalla C alla A nel giro di pochissime stagioni. Rossi allo Zaccheria in realtà ha già guidato la truppa nel 1995 insieme a Cancian.
Da rimarcare pure altre rilevanti avventure a capo di Pescara, Genoa, Lecce, Atalanta, Palermo, Fiorentina (resta nella storia il furibondo litigio con Adem Ljajic), Bologna e Ascoli. Dal 2005 al 2009 l’altra parentesi molto intensa con la Lazio del patron Lotito.
Alessandro Iacobelli
