Compie oggi 47 anni Alessandro Nesta. Nato a Roma il 19 marzo 1976 è nella lista dei difensori centrali più forti a livello mondiale, almeno relativamente alla sua epoca di attività agonistica. Da allenatore ha guidato Perugia e Frosinone.
Elegante, pulito negli interventi, efficace con i piedi in fase di impostazione, disciplinato tatticamente, coriaceo al punto giusto nella marcatura a uomo. Insomma, il top nel ruolo. Nesta deve la fama raggiunta nel mondo del calcio sostanzialmente a tre figure: Volfango Patarca, Francesco Rocca e Zdenek Zeman. I primi due riconobbero fin dal principio le doti mostrate da ragazzino, mentre il terzo scelse per lui la veste di perno nel cuore della retroguardia. Sì, perché Nesta in origine ha girovagato sul terreno di gioco ricoprendo gli abiti dell’attaccante, del centrocampista e pure del terzino. Membro di una famiglia interamente laziale, non poteva accettare le lusinghe dei cugini giallorossi. Verso la metà degli anni ottanta del secolo scorso ecco allora l’alba della lunga avventura vissuta in biancoceleste.
Dopo la trafila nel vivaio capitolino, dove balzò agli onori delle cronache sportive anche la punta Marco Di Vaio, l’esordio in prima squadra si materializzò nel marzo del 1994 durante Udinese-Lazio. Nella stagione successiva siglò la rete decisiva per la vittoria della Coppa Italia nella finale contro il Milan all’Olimpico. Protagonista assoluto dei principali trionfi dell’era Cragnotti: Coppa delle Coppe (contro il Maiorca), Supercoppa europea (contro il Manchester United), Scudetto (1999-2000), due volte la Coppa Italia (contro il Milan come già accennato e sull’Inter) e due volte la Supercoppa italiana (contro Juventus e Inter). Nell’estate del 2002 però Nesta fu costretto a lasciare in fretta e furia Formello trasferendosi al Milan. Il clamoroso crac finanziario del colosso CIRIO di Sergio Cragnotti svuotò anche le casse della SS Lazio. Il ‘Condor’ Galliani prese la palla al balzo piazzando il gran colpo per mister Carlo Ancelotti.
In rossonero l’ultima esaltante parte di carriera da calciatore. Il Diavolo si aggiudicò ben due scudetti (stagioni 2003-2004 e 2010-2011) due Champions League (2003 e 2007), una Coppa del mondo per club (2007) e due volte la Supercoppa europea (2003 e 2007). Perseguitato dagli infortuni, non riuscì di fatto mai a godersi da titolare le spedizioni in Nazionale, esultando comunque per il Mondiale tedesco del 2006. Dal 2012 al 2014 riuscì a completare un giro del globo giocando per Montreal Impact (MLS) e Chennaiyin ( Indian Super League).
Appesi gli scarpini al chiodo, ecco la scelta di diventare allenatore. Miami FC (NASL), Perugia e Frosinone le panchine gestite fino ad ora. In Ciociaria mister Nesta rimane circa un anno e mezzo. Nella prima stagione i canarini giungono ad un passo dalla Serie A inchinandosi in finale contro lo Spezia (sconfitta 0-1 allo Stirpe, vittoria ininfluente di misura nel match di ritorno con i liguri promossi per il miglior piazzamento in classifica nella regular season). Il secondo anno si rivela negativo con l’esonero del 22 marzo 2021, dopo lo scivolone interno 0-3 al cospetto del Lecce.
Alessandro Iacobelli
