SPECIALE Calcio – La favola del Sora, tifosi in fibrillazione: Serie D a un passo

Alesssandro Iacobelli
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Una favola chiamata Sora. La Serie D in riva al Liri è ad un tiro di schioppo. I Ciardi boys, battendo record su record, stanno riportando al Tomei l’entusiasmo dei tempi d’oro.
L’Eccellenza è un abito troppo stretto per una piazza che vive di calcio dal 1907. Un popolo che a cavallo tra gli anni ’90 e 2000 ha assaporato le delizie del professionismo ad alti livelli. La cronistoria bianconera presenta alcune date fondamentali. 19 marzo 1992: 10.000 sorani al Flaminio per la finale di Coppa Italia (persa 2-1) contro la Torres. 31 maggio 1992: al Matusa di Frosinone gli stessi 10.000 assistono allo spareggio di ritorno per il salto in C2 contro il Sulmona. Trionfo volsco grazie a Luiso e D’Ambra. 27 giugno 1994: al Curi di Perugia sono 4.000 i tifosi bianconeri al seguito del team di Claudio Di Pucchio per la sfida secca con la Turris per la promozione in C1. Pasquale Luiso trasforma il rigore del giubilo collettivo. 17 giugno 2001: al Ceravolo di Catanzaro in 300 seguono Roca e compagni nel playoff di ritorno. Erbini e la doppietta di Campanile scrivono l’ultimo approdo del Sora in C1. 22 maggio 2011: la Lupa Frascati di Pochesci cade al Flaminio (sì, proprio quello) nello spareggio che vale la Serie D. Il capolavoro di Scarpato fa esplodere il giubilo di oltre 2.000 sostenitori bianconeri. All’alba del 2023 il Sora del Presidente Palma e di mister Ciardi si appresta a scrivere una nuova pagina di storia. Prossima fermata? Domenica 26 febbraio allo Sferracavallo arriva il Villalba. Fischio d’avvio alle ore 15. Nell’arco di questa stagione il calore del pubblico non è mai mancato sugli spalti del Tomei. In due circostanze soprattutto la cornice ha riportato la memoria ad epoche passate: Sora-Terracina e Sora-Gaeta (due successi per 4-0). L’orchestra volsca suona a memoria. Capitan Costantini baluardo difensivo con il vizietto del gol. Sganzerla treno ad alta velocità sulla fascia. Mastrantoni è il metronomo a centrocampo. Pagliaroli è il folletto degno erede di D’Antimi e Capparella. In attacco il trio Corsetti-Tozzi-Palombi furoreggia senza rivali. Da sottolineare anche il contributo offerto dall’idolo di casa Federico Di Stefano e da altri interpreti come Fumagalli, Prati, Evangelisti, Jammeh, Giorgi, Origlia, Arduini, Lapenna, Di Palma, Cialone e il tandem di portieri Vento-Simoncelli. I numeri non mentono: 66 punti all’attivo frutto di 22 vittorie ed una sola sconfitta nella gara d’esordio ad Itri. Il Gaeta, seconda classificata del torneo, dista 26 lunghezze. Differenza reti pari a 62 con i 77 gol realizzati e i 15 incassati. Una ritmo impressionante salito alla ribalta nazionale. Questo è solo l’inizio. Prossimo obiettivo? Rivedere il Tomei sold out anche con l’apertura del settore dei distinti. Sognare, in fondo, non costa nulla. Alessandro Iacobelli
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