Fiorini al comando di un Sora genuino e vincente. La parte conclusiva degli anni ’80 del secolo scorso vede il primo embrionale vagito del mito bianconero.
Corre la stagione 1987-1988 ed il team volsco partecipa al campionato di Prima Categoria. Strada facendo Adolfo Belardinelli subentra a Gino Cianfarani, quest’ultimo scomparso da poco, al timone di un gruppo che domina sui campi dell’intera regione giungendo all’epilogo del torneo in vetta senza rivali. Una rosa di assoluta qualità impreziosita dal talento smisurato del tandem Zappacosta-Vano capace di ispirare la punta Pasqualino Di Stefano, appena rientrato da un’esperienza con la casacca della Sampdoria (la dinastia procede ancora oggi con Federico che indossa i colori bianconeri con grinta e orgoglio), e l’altro bomber Gazzellone. Smimmo è il portiere dell’epoca. In mediana agisce da regista e leader Maurizio Promutico (capitano del salto in C2 nel ’91-’92 e più di recente allenatore in Eccellenza). Senza dimenticare i vari Reale, Panacci, Alonzi, Francati, Fiorini, Ciampoli, Tanzilli e Coraggio.
L’estate ’88 porta consiglio e anche la ricomparsa del mister per antonomasia: Claudio Di Pucchio. La ventenne Fiorella Mannoia canta ‘Il tempo non torna più’. La Nazionale italiana del CT Vicini fa un figurone agli Europei e si appresta a vivere le notti magiche del 1990. In riva al Liri le novità non mancano. Alla guida della società resta ovviamente il mitico Fiorini (deceduto nel luglio del 2022) coadiuvato da una cerchia di collaboratori fidati come il dottor Lello La Posta e la particolarissima figura di Don Mario De Ciantis. Il Maestro in panchina chiede e ottiene pedine imprescindibili per il suo scacchiere tattico. Nasce qui la coppia Coraggio-Iannicola che alzerà il muro difensivo per svariati anni. Ai lati corrono Moro e Pierobon. L’asse Promutico-Pochesci-Zappacosta furoreggia nella zona nevralgica. Vano inventa alle spalle del duo Di Stefano-De Carolis. Uno squadrone del genere inevitabilmente dona spettacolo in Promozione. Da sottolineare l’innesto a stagione in corso della chioccia Sergio Maltese. I bianconeri si esaltano pure in Coppa Italia fermandosi solo in semifinale contro il Rossano Calabro. La banda sorana archivia il campionato con il vento in poppa e numeri da capogiro: 21 gol per Tommaso De Carolis e 12 per Pasqualino Di Stefano. Dietro le quinte operano persone indimenticate e indimenticabili: Quirino Veloccia, Peppe Massaro, Erminio Vitusso detto ‘Udinese, Cirillo Lucente, Ezio Pacifico. Anime, queste, a cui il calcio locale deve molto.
Allo Sferracavallo il pubblico respira di nuovo l’aria dell’Interregionale dopo 6 lunghi anni di digiuno. Nel frattempo vedono la luce i progetti per il rifacimento dello stadio volsco. L’organigramma del club si allarga con l’ingresso di altri soci. La città è in festa e comincia seriamente ad acquisire una coscienza del tutto nuova. Il Sora sta crescendo a vista d’occhio. La giostra sta per partire. Il professionismo è dietro l’angolo, ma questa è un’altra storia.
Alessandro Iacobelli