Calcio – A tu per tu con Sandro Grossi: tattica, tecnica e DNA vincente oltre le categorie

Alesssandro Iacobelli
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Il calcio secondo Sandro Grossi. Mister sanguigno, ma al tempo stesso fine tattico e sagace psicologo. Un po’ Mazzone, un po’ Ancelotti, un po’ Sarri. Amalgamate il tutto è avrete il prototipo dell’allenatore ideale per dilettanti e professionisti.
Il trainer di Caira ha lasciato un pezzo di cuore dividendolo tra due piazze celebri del pallone ciociaro: Cassino e Isola del Liri. Al Salveti l’apoteosi del grande salto in Serie C, mentre all’ombra della Cascata stagioni vissute a mille all’ora con il pubblico del Nazareth letteralmente in visibilio per vette in effetti mai più toccate da quelle parti. Tanta gavetta sul groppone di un uomo vero, senza filtri, coerente con le proprie opinioni. Gioie, titoli ma anche delusioni in tanti anni di onorata attività. Questo è il calcio, dice lo stesso Grossi ai microfoni di TG24.info. Un’intervista ricca di spunti tra passato, presente e futuro. Sì perché il Guus Hiddink del basso Lazio la scorsa estate ha preparato di nuovo i bagagli per intraprendere un’altra stimolante avventura. Questa volta nel torneo di Promozione alla guida dell’ambizioso Roccasecca. Al momento i numeri sorridono al club che gioca le gare interne al Lino Battista. Secondo posto nel girone E a tre lunghezze di distacco dalla capolista Atletico Pontina. In 17 giornate 10 vittorie e 7 pareggi. Team imbattuto e anche prolifico con il terzo miglior attacco del campionato: 31 gol fatti. E la difesa? Un muro quasi invalicabile con sole 8 reti subite. Come e perché ha accettato di intraprendere questa nuova sfida al timone del Roccasecca? “Ho trovato nella società, dal Presidente fino ai dirigenti, la voglia di far bene e di allestire una squadra importante per la Promozione. Siccome l’ultimo anno in D con Cassino ho ricevuto un brutto trattamento, considerando inoltre che a livello lavorativo ricopro all’interno dell”Università una carica di rilievo, e non avendo più tempo libero da dedicare al calcio a certi livelli, ho accettato la proposta ricevuto senza guardare la categoria. Nella società Roccasecca ho visto tanto entusiasmo”. La classifica certamente sorride alla sua squadra. Facciamo allora un primo bilancio sul rendimento del team fino ad ora “La classifica in questo momento è buona ma non è quella che io gradisco. Abbiamo fatto molto bene fino ad ora con soli due errori gravi commessi nei minuti finali che ci hanno tolto quattro punti. Senza queste ingenuità per noi sarebbe stato primo posto solitario, ma nel calcio ci sta tutto. Detto ciò, sono ugualmente soddisfatto di quello che stiamo facendo. La squadra è imbattuta e gioca un ottimo calcio per la categoria”. Cassino e Isola Liri sono state indubbiamente due piazze fondamentali nel suo percorso da mister “Cassino e Isola Liri sono state le piazze dove ho avuto più successo. Sono posti a cui mi sento legato morbosamente. Lì ho raggiunto calcisticamente parlando dei risultati incredibili con vittorie storiche. Portare l’Isola Liri in D è stata un gioia incredibile, ma i successi storici a Cassino in Eccellenza e in D rimarranno nella mia mente per sempre. Poi aver fatto questo nella mia città è una gioia immensa. Allenare gli azzurri nei professionisti è stata un emozione unica e irripetibile. Ma non posso nemmeno dimenticare tutti i traguardi raggiunti nei settori giovanili, vincendo nelle categorie Esordienti, Giovanissimi regionali, Allievi regionali. Juniores regionali e Juniores nazionali. Da sottolineare anche la vittoria del campionato di Prima Categoria con la Sanvittorese, la Coppa Italia vinta con il Vastogirardi e l’esperienza all’Unipomezia: tutte società in cui ho lasciato qualcosa di rilevante”. Una carriera la sua caratterizzata da tanti successi: ha qualche rimpianto oppure è soddisfatto così? “Ho vinto tanto, ma porto dentro di me tre grosse delusioni che non riuscirò mai ad accettare: l’esonero in C con il Cassino terzo in classifica a quattro punti dalla prima, quello con l’Unipomezia in Eccellenza sempre terzo in classifica a quattro punti dalla prima, per chiudere con l’esonero di Cassino in Serie D dopo 6 partite. Grandissime delusioni che non potrò mai perdonare per come sono stato trattato”. Un occhio alla lavagna tattica. Su quali principi si basa il calcio targato Sandro Grossi? E quali sono state le eventualità apportato nel corso degli anni? “Io amo mio il 4-3-3 calcisticamente parlando. E’ un modulo che mi ha dato tantissime soddisfazioni. Per  me il calcio è lavoro sul campo: tattica, tecnica e non solo. Prima di ogni altra cosa però a livello caratteriale per me un giocatore deve essere forte, motivato sempre e deve avere nel DNA la fame di vincere”. Alessandro Iacobelli
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