ESCLUSIVA – Intervista ad Alessandro Ambrosi: “Ho vissuto sempre per il gol. Vi dico la mia sul doping”

Alesssandro Iacobelli
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Alessandro Ambrosi: il ‘Pirata’ del gol. L’ex attaccante di Cavese, Taranto, Catania, Crotone, Juve Stabia tra le altre ha rilasciato una ampia e interessante intervista ai microfoni di TG24.info. Parole certamente non banali quelle di un ciociaro di nascita, ma che negli anni ha girato lo stivale regalando emozioni ad ogni tifoseria.
I numeri parlano chiaro: oltre 450 gettoni totali e 199 reti siglate. Prima di appendere gli scarpini al chiodo il bomber originario di Fiuggi sfoggiava un look degno di Jack Sparrow nella pellicola ‘I Pirati dei Caraibi’. Il grande salto nel professionismo si è concretizzato in età già matura per Ambrosi che, in principio, aveva praticato anche con lodevoli risultati il golf. Insomma, un atleta a 360° gradi. Da sottolineare anche alcune presenze con la maglia della Nazionale italiana universitaria e, nel 2001, addirittura il mancato viaggio in Premier League. Ambrosi, classe 1971, ha esaltato il primato odierno in cadetteria del Frosinone dei giovani talenti guidato da mister Fabio Grosso. Il bomber che ha conquistato le piazze del centro-sud Italia però ha toccato con estrema chiarezza il delicato tema del doping nello sport dopo le dichiarazioni di Dino Baggio, Raducioiu, Brambati e Dossena. Partiamo dall’alba della carriera da giocatore. Quando e come il calcio è entrato nella vita di Ambrosi? “La mia generazione ha avuto la fortuna di dare i primi calci ad un pallone per strada. Ho amato il calcio fin da bambino. Poi invece nel calcio che conta sono entrato piuttosto tardi. Pensa che da ragazzino mi ero dedicato soprattutto al golf nelle rappresentative territoriali. Ho giocato in Eccellenza e Promozione con Fiuggi e Alatri. A 25 anni l’approdo in D con l’Isola Liri e da lì è cominciata la mia carriera a certi livelli. Ho avuto la fortuna di giocare in piazze importanti fino alla B sfiorando più di qualche volta la Serie A. Nel 2001 si presentò anche la chance di andare in Premier League. Sono davvero contento di ciò che ho fatto”. Cavese, Taranto, Catania, Crotone, Cosenza, Juve Stabia: il calore del tifo che si respira al Sud è unico, vero? “Ho avuto la fortuna di giocare in piazze molto importanti al Sud e non solo. Basti pensare alle esperienze con Monza e Pisa. L’attaccamento dei tifosi alla propria squadra e il senso di appartenenza dunque vanno al di là dell’ambito territoriale”. La ricerca del gol per un attaccante di razza è tutto: cosa consiglia alle punte che magari vivono un periodo complicato sotto porta? “Fortunatamente non ho mai avuto periodi in cui non ho realizzato reti, tranne nella stagione di Ancona dove per problemi societari ho giocato poco. Nelle altre annate invece ho realizzato sempre numeri importanti di gol. Però ritengo che certi momenti possano capitare, e ai calciatori che si trovano in questa situazione consiglio di fare sempre le cose più facili senza intestardirsi troppo”. Un occhio al calcio odierno. Si aspettava un Frosinone così dominante (almeno fino ad ora) in vetta in Serie B? Chi sta rubando maggiormente la sua attenzione nella rosa canarina? “Ho avuto modo di visionare la preparazione estiva del Frosinone svolta a Fiuggi. Si notava già in quel periodo la bontà della rosa nel complesso, ma onestamente un campionato così non me l’aspettavo. Il Frosinone ha di certo tutti i meriti per il torneo che sta disputando. Detto ciò non focalizzerei gli elogi su un singolo giocatore, ma sul ruolo di mister Grosso. Fabio sta facendo veramente un grandissimo lavoro che già si era intravisto nella scorsa stagione. Chiaramente i complimenti vanno estesi alla società. I canarini giocano un ottimo calcio mixando tutto con i risultati”. Le dichiarazioni di Dino Baggio, Raducioiu e Brambati hanno riaperto il tema del doping. Cosa pensa lei a riguardo? “Non bisogna essere ipocriti. Il doping purtroppo è una piaga che affligge lo sport a livello agonistico e professionistico. Questa piaga c’è sempre stata e continua ad esserci superando spesso l’antidoping alla ricerca di nuove sostanze che possano eludere i controlli. Sono dell’idea che chi gioca in modo scorretto perde il reale valore dello sport, cioè quello confrontarsi lealmente. Una persona che si dopa fondamentalmente non crede nelle proprie possibilità di atleta”. Alessandro Iacobelli
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