Calcio Promozione – Lisi, portiere del Monte: “Buffon eterno. Con Bottoni legame fortissimo”

Alesssandro Iacobelli
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Sulle orme di Gigi Buffon: Francesco Lisi si racconta ai microfoni di TG24.info. Il portiere del Monte San Giovanni Campano ricopre anche il ruolo di capitano nel team guidato da mister Bottoni.
La truppa gialloblu è reduce dal combattuto pareggio nel derby molto atteso contro l’Arce con rete dell’ex di turno Manuel De Carolis. In classifica, dopo 13 giornate fin qui disputate, i monticiani viaggiano al quinto posto con 23 punti all’attivo frutto di 6 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte (18 gol fatti e 13 subiti). Nel prossimo turno sarà la volta del Nuovo COS Latina in trasferta. Lisi è cresciuto calcisticamente nel vivaio del Frosinone. Un brutto infortunio alla spalla non gli ha consentito forse di spiccare definitivamente il volo nei professionisti, dopo la preparazione svolta con la prima squadra in Serie B. Poi tanta gavetta tra Morolo, Boville, Montevarchi e Monterotondo. Qualche anno di pausa ed ecco la nuova alba agonistica in quel di Strangolagalli, fino all’approdo nel Monte San Giovanni. Partiamo con un rapido commento della partita contro l’Arce. Che derby è stato? “Il Derby con l’Arce è stata una partita molto difficile e molto bella, come d’altronde ci si aspettava, caratterizzata da due episodi: il primo a favore dell’Arce con un mia disattenzione; un altro a nostro favore con un calcio d’angolo dello specialista Pintori dove De Carolis è stato bravissimo ad insaccare”. Sei il capitano della squadra. Come vivi questo importante ruolo all’interno dello spogliatoio? “Sinceramente la vivo con serenità perché penso che nella vita bisogna sempre dare il massimo e io lo faccio quotidianamente. Quindi i miei compagni che per me sono una famiglia e percepiscono queste sensazioni seguendomi. Cerco quotidianamente di mettermi io a loro disposizione per ottenere il massimo mettendo sempre al primo posto la squadra”. Domenica trasferta pontina sul campo del Nuovo COS. Che avversario vi aspettate? “Domenica andremo in trasferta in terra pontina e sicuramente ci aspettiamo un avversario forte che era partito per fare un altro tipo di campionato. Ci attendiamo un avversario arrabbiato dopo  l’ultima sconfitta. Noi la stiamo preparando bene. Andremo lì a vendere cara la pelle come facciamo ogni domenica”. Arrivati a questo punto del campionato si può fare un primo bilancio. Siete contenti del rendimento offerto nella prima parte di stagione? “Siamo Quasi al giro di boa. Abbiamo capito che è un campionato molto bello e difficile, dove davanti ci sono 6 squadre che secondo me lotteranno per il titolo. Da non sottovalutare però le altre perché questo è un torneo con compagini organizzate che possono mettere in difficoltà chiunque. Per quanto riguarda noi, siamo soddisfatti e continuiamo a lavorare per raggiungere la salvezza il prima possibile”. Raccontaci un po’ della tua carriera fin qui… “Dopo tutta la trafila nelle giovanili del Frosinone e il ritiro in serie B è arrivato il brutto infortunio alla spalla. Ho ricominciato in D con il Morolo e poi a Boville. A seguire 2 anni splendidi a Monterotondo e nel Montevarchi. Successivamente per problemi personali volevo smettere, ma ho iniziato di nuovo nella squadra del mio paese in Prima Categoria con lo Strangolagalli. Poi l’incontro con mister bottoni, con cui mi sono legato, quando lui allenava la Dinamo Colli. Lì abbiamo fatto la prima scalata portandoli dalla Prima Categoria all’Eccellenza. Senza dimenticare le stagioni vissute al Monte e con la maglia dell’Anitrella (altra scalata dalla Prima Categoria alla Promozione). Infine il ritorno definitivo alla corte gialloblu”. Nel Parma Gigi Buffon sta regalando spettacolo anche oltre i 40 anni. Chi è il tuo idolo tra i pali, a cui magari ti ispiri? “Gigi è una leggenda. Era il mio idolo e lo rimarrà sempre. Mi è sempre piaciuto sia come portiere, sia come uomo. Nella partita di Coppa Italia dell’altra sera ha dimostrato ancora la sua professionalità, bravura e fame di sempre. Spero a livello dilettantistico quantomeno di avere la sua tenacia per qualche altro anno”. Alessandro Iacobelli
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