“Il sogno è di vincere con il mio Ceccano”. Mister Mirco Carlini non nasconde il desiderio di esultare al timone della squadra rossoblu. Alle viste domenica mattina il big match del Popolla contro il Monte San Giovanni Campano.
La grande famiglia del Ceccano. Mister Mirco Carlini descrive la viscerale passione della città fabraterna verso la locale compagine calcistica. Al Popolla il tifo non manca mai e anche nella stagione 2022/2023 la truppa rossoblu si sta impegnando per rimanere nei piani alti della classifica del girone E di Promozione.
Liburdi e compagni giungono dal successo sul campo dello Sterparo per 4-3 e si stanno preparando per il delicato big match di domenica contro il forte Monte San Giovanni Campano di mister Bottoni. Kick off alle ore 11 per la nona giornata di campionato. In graduatoria regna ancora un sostanziale equilibrio con il Ceccano distante solo 3 lunghezze dai gialloblu battistrada. Quella fabratena è una rosa completa in ogni reparto e ben costruita in sede di calciomercato estivo dalla società. Un gruppo che si conosce da alcuni anni e che punta a migliorare sempre di più.
Mirco Carlini è uno dei tecnici più apprezzati in queste categorie con le sue squadre estremamente organizzate, razionali sotto l’aspetto tattico ma in grado di proporre agli appassionati trame a tratti spumeggianti. Ai microfoni di Tg24.info il trainer ciociaro ha svelato il sogno sportivo conservato ancora nel cassetto.
Partiamo dalla stretta attualità della Coppa Italia e dalla qualificazione strappata contro il Roccasecca. Questa competizione è un obiettivo a cui anche il club tiene molto?
“E’ stata davvero una bella soddisfazione qualificarsi. Noi non partivamo favoriti nel confronto perché il Roccasecca, insieme a Pontinia, Arce e Monte San Giovanni secondo me sono le squadre costruite per vincere in questa categoria. Il 3-0 del match di andata, con una prestazione dei ragazzi ottima, è stato decisivo. Dispiace aver perso nel ritorno per 1-0 all’ultimo minuto dopo aver preso un palo e una traversa. Teniamo molto alla Coppa Italia, io l’ho vinta ad Alatri nel 2014, perché è una competizione bellissima. Bisogna andare avanti consapevoli che ci sono squadroni di livello come Real Cassino, Valmontone e la Lodigiani. Intanto siamo agli ottavi di finale meritatamente”.
In campionato vi state attestando ormai nei piani alti della classifica. Dove deve migliorare ancora il gruppo per confermarsi su questi livelli?
“In campionato abbiamo iniziato stentando con due pareggi nelle prime giornate 0-0 e perdendo anche contro l’Anitrella 1-0. Qualche infortunio di troppo ed una preparazione atletica molto dispendiosa hanno provocato un inizio di stagione difficile. Ora stiamo decisamente meglio. L’auspicio è di avere più fortuna dello scorso anno in cui siamo arrivati secondi in classifica. Abbiamo cambiato poco in sede di mercato. Sono arrivati 2-3 giocatori a fronte di 2-3 partenze. Il gruppo è unito e consapevole dei propri mezzi. Il Ceccano da due anni a questa parte è una vera e grande famiglia. L’obiettivo è fare meglio possibile, senza proclami ma intenzionati a rendere cara la pelle ad ogni avversario. Dopo Natale il quadro sarà più chiaro anche noi capiremo dove possiamo arrivare”.
Domenica è la volta del big match contro il Monte San Giovanni Campano. Come vi state preparando all’impegno e che tipo di avversario vi attendete?
“Affronteremo un avversario che conosce benissimo la categoria. L’allenatore Angelo Bottoni e diversi giocatori sono esperti e già vincenti in passato. Sarà una partita difficilissima. La preparazione al match parte oggi con poco tempo a disposizione prima di domenica. Ci vuole tanta volontà e tanta applicazione mentale. In certe sfide sono i dettagli a fare la differenza. Dobbiamo cercare di vincere. Fino a Natale avremo altre tre partite molto complicate: Roccasecca, Arce e COS Latina. Dopo questo trittico sapremo a cosa può puntare questa truppa”.
Dati alla mano siete il team con più gol segnati fino ad ora. Perseguite una mentalità offensiva dal punto di vista tattico?
“A me piace molto l’equilibrio. Le mie squadre sono vuotate all’attacco però, come detto, ci vuole sempre un certo equilibrio tattico. Domenica scorsa abbiamo preso 3 gol con lo Sterparo, due negli ultimi 5 minuti per mancanza di concentrazione, altrimenti avremmo potuto mantenere il titolo di miglior difesa conservato fino alla settimana precedente. Soprattutto in Promozione ci vogliono concentrazione e spirito di sacrificio. Questo è un torneo dove ci sono 8 squadre molto forti e ognuna di queste può arrivare prima a fine stagione. Ce ne sono magari 2-3 più forti delle altre, ma il concetto non cambia”.
Apriamo una parentesi amarcord. Tra le varie esperienze vissute in panchina quali di queste è rimasta impressa nella tua mente più delle altre?
“Io sono affezionato a 4 piazze in particolare: Alatri, Monte San Giovanni Campano, Ceccano e Formia. A Ceccano purtroppo ancora non ho vinto, tranne per quanto riguarda gli anni vissuti nel settore giovanile. Nel 2014 indelebile il trionfo in Coppa Italia con l’Alatri. Senza dimenticare nel 2010 la promozione in Eccellenza a Monte San Giovanni Campano con la realtà che all’epoca si chiamava La Lucca. Andando ancora più indietro con il tempo, nel 2006 ad Alatri abbiamo vinto il campionato giovanile Juniores Elite Regionale. Onestamente però il sogno è quello di vincere nella mia città e alla guida della mia squadra del cuore, il Ceccano appunto”.
Alessandro Iacobelli