Serie B – Lecce vs Frosinone -2, Zerbin: “Sogniamo di avere una storia da raccontare”

Roberto Caporilli
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L’attaccante del Frosinone, Alessio Zerbin, si è raccontato a “Cronache di Spogliatoio”.

Il giocatore di proprietà del Napoli ha parlato del suo passato nelle giovanili dell’Inter, da cui è stato scartato per ricominciare nelle categorie inferiori. Poi l’esperienza in ritiro con i partenopei e il suo futuro, probabilmente all’ombra del Vesuvio. Ma soprattutto il presente, con un finale di stagione infuocato con la maglia del Frosinone, sotto la guida di mister Fabio Grosso. “Frosinone è l’ambiente ideale per crescere – ha spiegato Zerbin -, abbiamo una squadra forte e un tifo che fa la differenza. Fra le prime otto in classifica abbiamo perso solo con il Monza perciò sogniamo di avere qualcosa da raccontare. Ho un ottimo rapport con mister Grosso, la mia crescita è dovuta a lui, non è uno di quelli che parla molto del suo passato ma il mio primo ricordo legato al calcio, il 9 Luglio 2006, ha lui come protagonista. Mi sento migliorato anche rispetto al mese scorso, qui sono tranquillo e coccolato, tutti mi vogliono bene. Gatti? Avrà un gran futuro, lo scorso anno mi marcava in Serie C e il prossimo giocherà nella Juve, se l’è meritato. Anche io però voglio sognare e adesso penso di poterlo fare con cognizione di causa, punto ad arrivare ad alti livelli anche se non mi reputo un giovane, ho 23 anni, in Italia c’è una mentalità diversa rispetto all’estero ma devo essere sincero, io a 18 anni non meritavo la A o la B come ora. Quest’anno sto lavorando molto sul tiro a giro, lo faccio centinaia di volte, mi fermo spesso dopo gli allenamenti, sbaglio spesso e ci riprovo, magari dopo venti volte mi viene. Sono un fan della NBA, da piccolo facevo nottata per guardare il basket e mi ispiro a una frase di Michael Jordan ‘Posso accettare la sconfitta ma non di non averci provato’. I paragoni con Insigne però sono azzardati, so che in Ciociaria sono in prestito e il prossimo anno potrei essere a Napoli ma lui è la storia del calcio partenopeo”, ha concluso. Roberto Caporilli
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