E’ terminata la vendemmia, l’affascinante raccolta delle uve da vino. Abbiamo visitato un’azienda agricola, premiata recentemente dalla Regione Lazio con il marchio Natura in Campo e da altri innumerevoli e prestigiosi riconoscimenti. Un’azienda che ha fatto dei vigneti ed uliveti una ricchezza maestosa oltre che monetaria e meta di visite turistiche.
Turisti, per la maggior parte stranieri che fanno capolino al Serrone non rinunciano a visitare i caratteristici vigneti che serpeggiano lungo la verde campagna. Serrone è il borgo antico che si trova ai piedi dei Monti Ernici nella zona dell’Alta Ciociaria, zona dove è nato il Cesanese. La storia del Cesanese è la storia della Ciociaria, terra viva e generosa come il vino che dona. In questo luogo sono passati tanti grandi della storia sedotti da questo vino così prezioso, dall’Imperatore Nerva, Federico II di Svevia, i Papi anagnini Innocenzo III e Bonifacio VIII. Molti agricoltori negli anni bui dopo la guerra hanno cercato di ricostruire la propria vita dalla terra, e da questa terra hanno ricominciato a vivere. Giovanni Terenzi e sua moglie Santa con i tre figli credono ancora oggi nel rilancio economico della zona attraverso i prodotti caratteristici del territorio. Curano i vigneti, studiano le diverse consistenze delle uve e le loro vigne sono diventate oggetto di visite guidate. Il loro lavoro è stato nel passato premiato con vari titoli e recentemente la Regione Lazio ha assegnato all’azienda il prestigioso marchio Natura in Campo. Fresco di questi giorni anche un prestigioso riconoscimento chiamato “Le 4 viti” conferito dall’Associazione Italiana Sommelier per il Cesanese Vajoscuro 2012 prodotto da questa storica azienda. Ricordiamo che il Vajoscuro 2011 aveva ottenuto menzione al Vinitaly a Verona e la medaglia d’argento al Concours Mondial a Bruxelles. A2 (Riprese aeree di Novafly)
